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Sull'isola immersa nel sole del sud, caduta dal cielo é l'arte della mano nuda che mi preoccupa, perché non deve spegnersi.
Chi vorrá farla sopravvivere e fiorire?
Davanti al cielo azzurro io assumo l'impegno.

M° Gichin Funakoshi

Nelle Arti Marziali la tecnica
é come il Cosmo: infinita.
Non vi sono limiti.

M° Hironori Otsuka



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NOTA: il materiale presente è stato rinvenuto parte in rete e parte da scritti diversi.
Per qualsiasi comunicazione si prega di contattare il webmaster

"STORIA DELLE ARTI MARZIALI E DEL KARATE"
A cura del M. Mario Camera

- I GRANDI MAESTRI E LE ORIGINI DEL KARATE
- LA STORIA DEL KARATE WADO RYU
- APPROFONDIMENTI SULLA SCUOLA WADO RYU

I GRANDI MAESTRI E LE ORIGINI DEL KARATE

Teruya Kanga Sakugawa

Nacque a Shuri, Okinawa, il 5 Marzo del 1727 e vi mori il 17 Agosto del 1815
Quando aveva 17 anni, il padre , prima della propria morte, fece promettere al figlio che avrebbe studiato le arti marziali
Dopo che ebbe sepolto il genitore, Sakugawa si mise alla ricerca di un Maestro
Nel villaggio di Akata incontrò il suo primo Maestro
Costui era un monaco cinese di nome Takahara Peichin
Fin dal principio Peichin mise in chiaro che lo studio delle arti marziali è un impegno che prende l'intero arco della vita, qualche mese o qualche anno non sono sufficienti
Sotto la guida del monaco, Sakugawa progrediva con profitto nello studio del TE
Un giorno mentre passeggiava vide un cinese elegantemente vestito che contemplava il riflesso della luna nel fiume, ed improvvisamente ebbe l'impulso di farlo ruzzolare con uno spintone ma, mentre si accingeva a mettere in atto il suo proposito, venne improvvisamente afferrato da una mano d'acciaio che lo redarguiva chiedendo spiegazione del suo proposito
Sakugawa era stupefatto e confuso, e non sapeva neppure spiegare cosa gli avesse preso
Fortunatamente il gentiluomo altri non era che Kushanku (Koshokun) un addetto militare cinese esperto in arti marziali che soggiornava ad Okinawa, quando questi apprese che Sakugawa era un famoso studente di Karate, lo invitò presso di se per studiare ed approfondire l'arte
Fuori di se dalla contentezza Sakugawa corse dal proprio Maestro per narrargli della fortuna capitatagli, Takahara fu ben felice di incoraggiare il proprio allievo a proseguire lo studio del Karate con quello che era considerato il più grande esperto presente ad Okinawa
Quando Kushanku ritornò in Cina, il monaco era già deceduto, e Sakugawa fece ritorno a Shuri dove istituì la propria scuola
A questo punto la vita si confonde col racconto simbolico, Si dice che Sakugawa avesse tre studenti molto bravi: Il Primo di nome OKUDA di statura imponente era estremamente forte,Il Secondo MAKABE era di corporatura minuta, molto veloce e scattante, abilissimo negli spostamenti e nell'esecuzione di movimenti spettacolari; Il Terzo MATSUMOTO era un serio praticante generico, nel senso che non aveva abilità specifiche e spettacolari, ma aveva un'ottima conoscenza di tutta la materia e per questo non era così famoso tra la gente come lo erano gli altri due
Prima di ritirarsi passò il suo Menkyo Kaiden ( certificato di maestria e completa conoscenza dell'arte) a Matsumoto; questo deve essere interpretato in chiave simbolica, già allora serviva da monito a quella che sarebbe stata la diatriba (a tutt'oggi presente) sulla superiorità degli stili (SHORIN e SHOREI)
Non a caso ritengo personalmente che il Maestro Funakoshi Gichin ha sentito l'esigenza, più tardi, di mantenere entrambi gli aspetti del Karate nel programma di insegnamento della scuola, rendendo obbligatorio lo studio di Kata Shorin e Shorei
Sakugawa resta importante nella storia del Karate per il Kata Kushanku ( KANKU), per il kata di BO Sakugawa BO , per il DOJO KUN o principi che reggono la pratica del Karate e per il suo contributo nel sistematizzare l'arte segreta di Okinawa (to-de) e di integrarlo con l'arte cinese del combattimento e l'arte giapponese della spada

Matsumura Sokon Bucho

nasce a Yamagawa, città del dipartimento di Shuri, intorno al 1800
Proviene da nobile famiglia di Ryukyu e all'età di vent'anni divenne guardia del principe al palazzo di Shuri
La conoscenza con un magistrato di Satsuma, fece ottenere a Matsumura l'autorizzazione allo studio della pratica della spada della scuola Jigen-ryu
Quando aveva 24 anni venne inviato nella signoria di Satsuma per un periodo di 26 mesi per allenarsi nella scuola della spada Jigen-ryu
Matsmura fa ritorno a Ryukyu, dopo aver ottenuto il diploma di Jigen-ryu
Nel 1836, Matsumura parte per un viaggio in Cina e precisamente a Pechino assieme ad una delegazione incaricata di consegnare un tributo all'imperatore
Risiedette più di un anno a Pechino e durante questo periodo si dedicò all'apprendimento dell'arte da combattimento sotto l'insegnamento di un maestro chiamato Wei Bo
E' ragionevole pensare che il maestro cinese di Matsumura appartenesse alla scuola do arti marziali del nord
In effetti vi sono diversi elementi peculiari di questa scuola, presenti in diversi kata trasmessi ai giorni nostri dalla "scuola" di Matsumura
Tornato a Ryukyu, Matsumura riprese il suo incarico come guardia reale
Mantenne il suo mandato per tre generazioni di re successive e in questo periodo di tempo perfezionando ed approfondendo le sue conoscenze sull'arte da combattimento avendo contatti anche con maestri cinesi residenti a Ryukyu
Matsumura cominciò lentamente ad insegnare ciò che aveva imparato: la sua arte
A tale scuola viene dato il nome di Shuri-Te, dal luogo dove si trovava tale scuola
Riconosciuto come un grande "Bushi"(specialista dell'arte marziale), ha lasciato un'importante eredità, costituita dai suoi precetti, che egli considerava fondamentali
Matsumura morirà poi nel 1893-9
E' con Sokon Matsumura (1796-1899), Maestro di spada e guardia del re nella città di Shuri, che il karate passa dall'ambito della leggenda a quello della conoscenza storica
Il suo contributo consisterà nel sistematizzare l'arte segreta di Okinawa (to-de) e di integrarlo con l'arte cinese del combattimento e l'arte giapponese della spada
Un po' di tempo prima che morisse, Matsumura presentò una lettera di trasmissione della scuola al suo allievo Ryosei Kuwae che a sua volta la passò al suo figlio maggiore
Matsumura Sokon ebbe come allievi Yasutsune Itosu e Yasutsune Azato Cosa diceva: "Le tre specie nella via dell'arte marziale sono l'arte marziale dell'intellettuale l'arte marziale del pretenzioso e l'arte marziale del budo "Nell'arte marziale dell'intellettuale, si pensa ai vari modi di allenamento e li si cambia spesso senza approfondire
Si conoscono numerose tecniche, ma la pratica è come una danza e si è incapaci di applicarle in combattimento
Non si è migliori di una donna
"Nell'arte marziale del pretenzioso, ci si agita molto senza allenarsi realmente,tuttavia sipario spesso delle proprie imprese gloriose
Si provocano delle zuffe e si offendono gli altri
Secondo le circostanze si rischia di distruggersi o di disonorare la propria famiglia
"Nell'arte marziale del budo, le cose vanno a buon fine con un'elaborazione permanente, si resta calmi anche quando gli altri sono agitati e si vince dominando lo spirito del proprio avversario
Maturando la propria arte, si arriva a manifestare le proprie capacità superiori e sottili, a restare senza turbamento in qualsiasi situazione, a non essere al di fuori di sé
E se si tratta di lealtà e di fedeltà verso il proprio signore e i propri genitori, si diventa una tigre feroce, un'aquila piena di dignità; avendo la rapidità di visione di un uccello, si può vincere qualunque nemico
"L'obiettivo dell'arte marziale consiste nel dominare la violenza, nel rendere inutili i soldati, nel proteggere il popolo, nello sviluppare la qualità della persona, nell'assicurare al popolo la tranquillità, nel creare un'armonia tra i gruppi e poi nell'accrescere i beni della società

Yasutsune Itosu - (1830-1916)

Nasce a Yamagawa Mura nel 1830 in una famiglia di funzionari
Fu avviato allo studio del karate, ma la sua prima formazione in tal senso non è del tutto chiara
Vi sono diverse informazioni in base alle quali il suo primo maestro sia stato Nagahama, altre invece che fosse stato avviato allo studio delle arti da combattimento da un cinese di nome Channan
Dall'età di trent'anni in avanti egli diviene allievo di Matsumura assieme ad Anko Asato
Quest'ultimo non ebbe molti allievi, ma divenne famoso perché uno di questi pochi allievi era Gichin Funakoshi
Nel 1849 la monarchia a Ryukyu venne abolita ed in conseguenza di questo cambiamento di regime si arrivò ad una drastica riduzione degli impieghi ufficiali
Si ebbero così circa settemila disoccupati, tutti in colpo solo
Itosu riuscì a conservare il suo vecchio impiego di segreteria in un ufficio della Prefettura, nonostante il salario gli fosse stato ridotto
Sei anni dopo andò in pensione, aveva 55 anni; da questo momento in poi, oltre a lavorare saltuariamente come scrivano pubblico, cominciò lentamente ad insegnare karate, era il 1885
Il periodo che va dal 1901 al 1905 fu per Itosu molto importante
In questa fase infatti egli riuscì a far adottare il karare come disciplina pubblica nella scuola
I pensieri di Itosu sono espressi in un testo da lui scritto nel 1908…
"Il karate non deriva né dal Confucianesimo, né dal Buddismo
E' stato introdotto molto tempo fa dalla Cina con le correnti dello Shorin-ryu e Shorei-ryu
Bisogna conservarle senza apportare loro la minima modifica, perché ciascuna delle due ha i propri meriti particolari
Scrivo di seguito ciò che si deve conoscere per la pratica
"1
Il karate non ha come scopo soltanto di educare il corpo, ma di permettere di consacrarsi in qualunque momento, con un coraggio vitale, al proprio maestro, ai parenti, al bene pubblico
È per questo che non mira al combattimento contro un solo nemico
Anche se l'avversario è un ladro o un aggressore, bisogna sforzarsi di parare o schivare
È importante non ferire facilmente gli altri con calci e pugni
"2
Il karate ha come scopo principale rendere il corpo robusto come l'acciaio e fare delle membra l'equivalente di una lancia o di un arpione
Esso coltiva naturalmente una forza di volontà marziale
Quindi, se lo si insegna ai bambini nell'età della scuola elementare, essi avranno occasione di applicare il karate ad altre arti quando diventeranno più tardi dei soldati
Come militari, potranno essere utili alla società in futuro
Il Generale Wellington aveva detto a Napoleone I: "La battaglia di oggi può essere vinta sul terreno di gioco della scuola del nostro paese"
(Questa frase deve essere compresa come una massima importante
) "3
È difficile progredire rapidamente nel karate
Conformemente alla massima: "Un bue cammina lentamente, ma supererà un giorno le mille leghe", se ci si allena una o due ore con concentrazione ogni giorno si otterrà, nel giro di tre o quattro anni, un corpo superiore al normale
Così numerosi adepti raggiungeranno lo stato profondo del karate
"4
Nel karaté ci si serve soprattutto delle mani e dei piedi
Bisogna allenarsi pienamente e tutti i giorni al makiwara, abbassando le spalle, aprendo bene i polmoni, sprigionando la forza, calcando inoltre fortemente il suolo con i piedi, concentrando il ki alla base del ventre
Quando si progredisce, bisogna esercitarsi cento o duecento volte per ogni pugno al makiwara
"5
A proposito della postura nel karate, occorre mettersi bene appiombo a livello delle anche, abbassare le spalle decontraendole, stare in piedi appoggiando i piedi con forza, concentrando il ki alla base del ventre
Occorre inoltre che il corpo si indurisca come se le parti in alto in basso del corpo si tirassero reciprocamente
"6
A proposito dei kata di karate, bisogna allenarsi ripetendoli il più possibile
Ma è indispensabile conoscere il significato e l'applicazione di ogni tecnica
Bisogna sapere che vi sono numerosi insegnamenti verbali complementari ai kata per le tecniche di attacco, di parata, di liberazione e di presa
"7
A proposito delle tecniche, occorre allenarvisi distinguendo quelle che rafforzano il corpo e quelle che hanno un obiettivo strategico
"8
Durante l'allenamento del karate, bisogna avere la volontà di un guerriero, con sguardo forte, spalle abbassate, corpo indurito
"Quando ci si allena alle parate e ai colpi, bisogna farlo sempre con tanta volontà come se si facesse fronte a dei veri nemici
Allora si potranno acquisire delle capacità reali
Si deve fare bene attenzione
"9
Nel momento dell'allenamento al karate, se ci si sforza troppo in rapporto alle proprie capacità fisiche, il viso e gli occhi si arrossano perché il ki risale
Bisogna fare attenzione, poiché ciò è nocivo alla salute
"1O
Abitualmente la vita degli esperti di karate è lunga; questo dipende dal fatto che essi sviluppano i muscoli e le ossa e migliorano anche il sistema digestivo e la circolazione sanguigna
Per questo penso che se utilizziamo il karate come base dell'educazione fisica nel sistema scolastico fin dalla scuola elementare, potremo formare su vasta scala degli uomini capaci di far fronte a dieci avversari grazie all'arte che avranno acquisito
"Se insegniamo il karate all'istituto magistrale seguendo queste dieci istruzioni formeremo degli istruttori che insegneranno in seguito nelle scuole delle diverse regioni
E, se essi insegneranno con rigore nelle scuole elementari regionali, penso che il risultato sarà evidente di qui a una decina d'anni, non soltanto nella nostra provincia, ma in tutto il paese, e che saremo, così, utili alla società militare del nostro paese"
Ottobre 1908 Anko Itosu

Yasutsune Azato - (1827-1906)

Yasutsune Azato nacque nel 1827 in un villaggio di Okinawa tra Shuri e Naha, Azato, da una nobile famiglia, molto vicina alla famiglia reale
Divenne un uomo decisamente colto, profondo conoscitore dei classici cinesi, esperto dell'arte della spada della scuola Jigen Ryu, iniziò la pratica delle arti da combattimento a mani nude sotto la guida del maestro Matsumura, assieme al contemporaneo Itosu
Gichin Funakoshi sosteneva che Azato fosse a perfetta conoscenza di tutte le debolezze e le virtù dei maestri di Okinawa, disponeva infatti di un archivio storico di tutti i maggiori esperti di arti marziali del tempo
Utilizzava questa sua profonda conoscenza per porsi in condizioni favorevoli nei confronti di quanti lo avessero sfidato
L'allenamento base secondo Azato era costituito prevalentemente dalla ripetizione ossessiva dei Kata
Azato Yasutsune sosteneva il motto "mani e piedi come spade"
Venne sfidato da un bushi (guerriero Samurai) di nome Kanna, esperto di Kendo, dotato di grande forza fisica e coraggio, che fu sconfitto a mani nude nonostante fosse armato con una spada vera
Azato sarà famoso nella storia del karate moderno per essere stato uno dei principali maestri di Funakoshi, ed in effetti egli non lasciò una traccia profonda nella diffusione dello shuri te, subendo consapevolmente il carisma di Itosu, vero innovatore del karate
Fu proprio Azato a convincere il suo giovane allievo Funakoshi ad allenarsi anche con altri maestri di Okinawa, in particolare con Itosu, per il quale Azato nutriva profonda stima
Azato non avrà molti discepoli, i più conosciuti saranno, oltre a Funakoshi, Kanken Toyama (che fonderà lo Shudokan in Giappone) e Shimpan Gusukuma che sarà poi maestro di Ankichi Aragaki che viene indicato da molte fonti come il codificatore dell'attuale versione del kata Unsu
Yasutsune Azato morì nel 1906

Kanryo Higaonna

Kanryo Higaonna nacque il 10 Marzo 1853 a Naha, nell'isola di Okinawa
Suo padre, sebbene appartenesse alla casta dei Samurai, era un mercante di acque e legnami e girava con la propria imbarcazione nelle varie isole dell'arcipelago per vendere merce
Erano gli anni in cui la crisi finanziaria del regno delle RyuKyu costrinse il Governo ad abbandonare il tradizionale arruolamento della casta dei Samurai nei propri ranghi
I Samurai si trovarono quindi nella condizione di cercare un lavoro come la gente del popolo
Il padre di Kanryo era uno di questi Samurai
Poiché la sua famiglia era povera, Kanryo aiutò il padre nel lavoro sin da bambino
Kanryo cominciò lo studio del Karate all'età di 19 anni con il maestro Sesho Aragaki (1840 - 1920) nel villaggio di Kume
Nel 1868 ebbe luogo in Giappone la restaurazione Meiji e il governo giapponese incorporò Okinawa come una regione del Giappone
Erano tempi di confusione e di disordine, molti abitanti di Okinawa lasciarono la patria per emigrare in Cina
Kanryo, che aveva sempre desiderato recarvisi non perse l'occasione e all'età di 23 - 24 anni andò nel Fukien, una provincia del sud della Cina
Laggiù incontrò un Maestro di boxe cinese di nome Ryuko Ryu e divenne suo allievo
Egli rimase in Cina, nella regione del Fukien, per tredici anni e ivi studiò l'Arte marziale del Maestro Ryu Ryu Ko che a sua volta era stato allievo di un Maestro che aveva studiato nel Tempio di Shaolin
Studiò il Liu Qia Quan che è una delle cinque grandi Scuole dello Shaolin Quan
Le conoscenze apprese in Cina vennero combinate con le tecniche dell' Okinawa-Te che Higaonna imparò sin da ragazzo e dall'età di diciassette anni alla Scuola del Maestro Arakaki del villaggio di Kume, a Naha, e successivamente del Maestro Kugusuki
In Cina Higaonna si allenò nelle tecniche di base e nei metodi di respirazione dello stile per cinque o sei ore al giorno, all'inizio l''allenamento consisteva soltanto in spostamenti dei piedi e esercizi di respirazione
Spesso doveva tagliare l'erba, mettere a posto il giardino e pulire il Dojo
Secondo Nagamine, Higaonna fu colto spesso da momenti di sconforto per la vita che conduceva e pensò di andar via, ma una poesia donatagli da uno dei suoi amici di Okinawa gli rese coraggio: "Una pazienza ordinaria è alla portata di tutti
La vera pazienza è sopportare l'insopportabile
" Dopo qualche tempo Higaonna comincia a studiare diversi kata: Sanchin, Seyunchin, Shisochin

Nel giro di una decina d'anni ricevette la qualifica di Maestro di questa Scuola
Oltre all'arte di combattimento a mani nude, Higaonna impara anche l'uso delle armi e la medicina cinese

Rientra ad Okinawa nel 1887 e trova che la situazione socio-politica del suo Paese è completamente trasformata: il regno delle RyuKyu non esisteva più (il Re Shotai venne deposto nel 1879) e la popolazione stentava ad adattarsi alle nuove condizioni di vita imposte dal governo giapponese
Kanryo tranquillamente ritornò al lavoro paterno vendendo acqua e legname alla gente delle isole vicine con la barca di famiglia
Non ha la minima voglia di insegnare la propria arte
Tuttavia la voce che sia un autentico adepto di Tode si è diffusa e nel 1889 apre un Dojo a Naha
Continuando la sua attività di negoziante insegna nel suo Dojo e all'inizio i suoi allievi sono poco numerosi
La sua Scuola è frequentata da giovani di buona famiglia
I suoi allievi più brillanti sono Shigehatsu Kyoda, Tsunetaka Gusukuma e Chojun Miyagi
Quando quest' ultimo entra nel suo Dojo, ha 14 anni
Kanryo Higaonna intravede molto velocemente le sue qualità e decide, in capo a tre anni, di farne il proprio successore
Nel 1905, insieme ad Anko Itosu dello Shuri-te, Higaonna fa uscire il Naha-te dal segreto, e ne inizia la didattica nelle scuole
La sua tecnica preferita era il Maegeri e per questo motivo fu soprannominato in seguito Higaonna "La gamba"
Nel 1915 Kanryo Higaonna muore e Chojun Miyagi gli succede
Storicamente il Naha-te implica quindi il Naha-te dei cinesi del villaggio di Kume e la scuola fondata da K
Higaonna, che ne è parzialmente derivata
Il Naha-te rinnovato da K
Higaonna, è stato ripreso dal suo allievo Chojun Miyagi che, come il suo maestro, andò a studiare in Cina
Egli ha chiamato la sua scuola Goju-ryu
E cosi che la tradizione del Naha-te, erede fedele dell'arte cinese del combattimento, è perpetuata da questa scuola
" Il Maestro Higaonna ha sempre ricordato ai suoi allievi che "Anche se conosci cento tecniche, una sola determinerà la tua sorte: Un solo colpo, è al tempo stesso la prima e l'ultima tecnica
L'adepto dell'arte deve saper confidare la propria vita a una tecnica unica
" Kanryo Higaonna ha dunque assicurato il perpetuarsi dell'arte cinese del combattimento ad Okinawa
Per questo la sua arte ha conservato il nome tradizionale di Naha-te
Con Chojun Miyagi prenderà il nome di Goju-Ryu e diventerà una delle quattro Scuole più conosciute del Karate moderno

Funakoshi Gichin

Nasce nel 1868 nel distretto di Yamakawa-Cho a Shuri in una famiglia appartenente alla classe Shizoku, corrispondente a quella dei Samurai dopo la riforma Meiji
Nel Giappone dell'epoca l'imperatore sceglie la via progressista a questa scelta: il Fukokukyo Hei (nazione prospera con un potente e moderno esercito) avrà enorme influenza nelle arti marziali del Budo
La prima misura adottata dal governo dopo la riforma è la soppressione dei Clan e l'abolizione delle classi feudali
Da questo momento non vi sarà più alcuna distinzione tra nobiltà militare e nobiltà di corte
La seconda classe del paese sarà quella dei Samurai: gli Shizoku alla quale apparteneva la famiglia di Funakoshi
Di costituzione gracile i medici pronosticarono (sbagliandosi!) che non potrà vivere più di 20 anni
Funakoshi passa l'infanzia con i nonni materni, studia il cinese e gli viene data un'istruzione classica come si conveniva ai giovani Samurai
Sin da giovane manifesta una certa predilezione per il Teguni (una forma di lotta molto in voga presso i ragazzini dell'epoca)
Purtroppo in seguito alla sua delicata costituzione rimane l'eterno sconfitto, Funakoshi è amareggiato e dentro di sé pensa che ci dovrà pur essere una alternativa a questo stato di cose
Dai 6 ai 13 anni frequenta le scuole elementari, dove ha per compagno di classe il figlio del Maestro Azato, grande esperto di Karate
Viene presentato al Maestro il quale lo accetta come allievo all'età di 13 anni
Passata l'adolescenza decide di intraprendere gli studi di medicina, siccome la scuola è riservata ai giovani, falsificata la data di nascita spostandola al 1871 (pratica, questa, in uso a quell'epoca) però una volta iscritto non può frequentare i corsi perché portava i capelli lunghi acconciati come i Samurai, moda che il governo aveva interdetto
Le riforme creano malcontento nei Samurai, soprattutto quella agraria perché li manda letteralmente in rovina
Il governo aveva deciso la confisca delle terre degli Shizoku per rivenderle a metà prezzo a contadini e commercianti e riempire così le casse dello stato
Scoppiano rivolte e la più famosa è quella di Saigo Takamori che vuole il ritorno dell'ordinamento antico e ripristinare la pratica del Bushi-Do
La rivolta viene domata nel sangue e Saigo verrà assassinato dal Clan Kaga
Il governo aveva dunque vietato alle persone che seguivano la moda e le idee dei Samurai, l'ingresso agli uffici pubblici
Funakoshi dopo il rifiuto della carriera medica decide di intraprendere una carriera letteraria
Prepara con successo il proprio concorso alla scuola normale, ma il problema dell'acconciatura si pone ancora, allora seguendo l'esempio del proprio Maestro Azato, si taglia i capelli
Quando si presenta in famiglia è uno scandalo
A 21 anni diventa responsabile dell'insegnamento nelle scuole senza però trascurare il proprio allenamento
Funakoshi non ha soldi e deve lavorare, inoltre si sposa e mette su famiglia
Per procurarsi di che vivere nel tempo libero fa il contadino, di notte lascia furtivamente la casa per andare ad allenarsi; le malelingue diranno che spendeva il proprio stipendio nelle case di piacere
L'allenamento è duro, sia sul piano fisico che su quello mentale e nel rispetto della tradizione è centrato rigorosamente sullo studio del Kata
Ogni sera sempre lo stesso kata, instancabilmente fino alla perfezione
A volte alle prime luci dell'alba Azato lo trattiene per spiegargli la filosofia delle arti marziali, spesso discutendone col Maestro Itosu
Nel 1877 viene ripristinata la circoscrizione obbligatoria e i giovani di Okinawa vengono arruolati nell'esercito giapponese
I medici non tardano a rendersi conto che coloro che praticano il Te erano di costituzione particolarmente sana e robusta
L'ispettore governativo Shintaro Ogawa durante un suo soggiorno alle RYUKYU ha finalmente la possibilità di vedere la pratica del Te, la scuola di Funakoshi ha l'incarico di preparare la dimostrazione
Mitsuya , presidente del collegio degli insegnanti, persona lungimirante, prende la palla al balzo e propone l'insegnamento del Karate nelle scuole secondarie a titolo sperimentale
L'incarico di coordinare il lavoro viene affidato ad Itosu che sceglie come collaboratore Yabu Kensu
Dopo un breve periodo tutte le scuole di Okinawa chiedono che il Karate diventi parte dell'insegnamento pubblico
Funakoshi domanda il permesso di insegnare ai bambini delle scuole elementari
Però una volta all'opera si rende conto che il metodo individuale adottato con lui dai suoi Maestri non può funzionare per i grandi gruppi e per lo più bambini delle elementari
Occorre di più semplice ed una pedagogia tutta da inventare
Allora nel 1904 Itosu creerà i Kata Pinan
Con la dimostrazione organizzata da Funakoshi in onore dell'ispettore Shintaro Ogawa il Karate esce dall'ombra
La decisione del governo del 1903 di inserirlo nelle materie di insegnamento delle scuole pubbliche gli rende un riconoscimento ufficiale
Dal 1904 al 1917 Funakoshi, Mabuni, Motobu, Kyan, Gusukuma, Ogosuku, Tokumura, Ishikawa, Yashiku moltiplicarono le dimostrazioni per promuovere la loro arte, prima a Shuri, e poi a Naha e quindi in tutta l'isola
Sin dal 1899 la Dai Nippon Butukukai aveva creato una vera e propria scuola di arti marziali, la Dai Butukukai Bujutsu Semon Gakko col compito di reclutare i migliori esperti e codificare tutte le tecniche di combattimento esistenti in Giappone
Nel 1911 il Ministero dell'educazione rende obbligatoria la pratica del Kendo e dello Judo in tutte le scuole del Giappone
Nel 1917 la Dai Nippon Butukukai chiede alla prefettura di Okinawa di inviare in Giappone un maestro di To-De affinché gli esperti del governo possano farsene un'idea precisa
Due sono i nomi proposti: Motobu Choki e Gichin Funakoshi
Alla fine Funakoshi viene designato dal Collegio dei Maestri di Okinawa, poiché è una persona istruita e sa parlare correttamente il giapponese, ad assolvere questo difficile compito
Di fronte ad un pubblico ristretto di esperti di Budo, Funakoshi dimostra la propria arte
Sembra che in questa dimostrazione egli sia riuscito a risvegliare un sicuro interesse per il karate, ma che però non sia riuscito a convincerli che il Karate non era niente di più che una tecnica di combattimento
Funakoshi ha ottenuto un mezzo successo ma comunque ad Okinawa diviene un referente, la persona in grado di rappresentare ufficialmente il Karate grazie all'imprimatur offertagli dalla dimostrazione al Butukukai
Nel 1921 il principe reggente Hiro Hito in viaggio per l'Europa fa scalo ad Okinawa
Funakoshi, che da tre anni, ha lasciato l'insegnamento per dedicarsi alla diffusione del karate, ottiene nella sua qualità di Presidente dell'Associazione di Okinawa per la preservazione dello spirito delle arti marziali che il principe assista ad una dimostrazione di karate in suo onore
L'evento ha luogo nella cornice del castello di Shuri ed è una grandiosa manifestazione alla quale partecipano tutti i Maestri dell'isola
Hiro Hito dirà di essere stato sedotto dall'eleganza delle movenze del Karate
La stampa da un grande risalto all'avvenimento
Al Karate non resta ora che conquistare il Giappone
Nel 1922 il Ministero dell'educazione invita la Prefettura di Okinawa a mandare un esperto a partecipare alla manifestazione dello sport di Tokyo
All'unanimità viene scelto, per le sue doti G
Funakoshi
Funakoshi parte per quello che sarà un viaggio senza ritorno, la missione è importante ed egli sente tutto il peso della responsabilità, nessuna manifestazione pubblica di Karate ha mai avuto luogo nella capitale
Un pubblico immenso si è riunito per vedere questa tecnica di combattimento, a mani nude, importata ad Okinawa dai cinesi che è stata utilizzata in modo efficace dai feroci Samurai del Clan Satsuma
Funakoshi è solo davanti al pubblico
Bisogna rompere il ghiaccio del la segretezza di secoli
Egli sente che non ha il diritto di deludere i Maestri che hanno riposto in lui la loro fiducia ne quel pubblico impaziente ma difficile, allevato al culto dei Samurai
Si concentra nel tanden, un momento di malinconia e poi, con grande maestria, esegue il proprio Kata
Ha appena finito l'ultima tecnica che a poco a poco un'ovazione si leva: ha vinto
Funakoshi ha vinto il suo più grande combattimento mai fatto fino a quel giorno; ma uno più grande comincerà proprio da quell'istante
Mentre si appresta a rientrare ad Okinawa Funakoshi non cessa di pensare alla propria missione, e proprio quel giorno Jigoro Kano lo invita a fare una dimostrazione al Kodokan il tempio del Judo
Il Kodokan è in rivalità con la Dai Nippon Butukukai ed invitare Funakoshi darebbe al Kodokan lo stesso prestigio della Dai Nippon Butukukai
Inoltre Kano chiede che Funakoshi sia assistito da Makoto Gima (che avrà la prima cintura nera rilasciata da Funakoshi)
Gima eseguirà Naihanshi Shodan e Funakoshi il Kata Kushanku
E' un successo
Gli astanti lo assalgono di domande, Funakoshi da spiegazioni tecniche e risponde alle domande di questo pubblico entusiasta
Lo stesso Jigoro Kano chiede di essere iniziato
Durante queste prime dimostrazioni fu introdotto il karategi, copiando l'aspetto di quello del judo, poiché ad Okinawa non c'era un abito particolare per praticare il karate
Dopo un certo periodo Funakoshi sta di nuovo per fare ritorno a casa quando il pittore Hoan Kosugi gli chiede di insegnare il Karate a lui e ai suoi colleghi del club Tabata
Funakoshi non se la sente di rifiutare e dopo un pò il gruppo gli chiede di pubblicare un libro che possa essere un punto di riferimento per i praticanti
Il libro uscirà col titolo di RyuKyu
Kempo Karate
Un problema assilla Funakoshi, egli si domanda se a 54 anni deve ricominciare la propria esistenza da capo in Giappone
Una notte si alza e medita per tutta la notte, dopo di che, solo, senza amici, senza soldi ne allievi, Funakoshi decide di restare
Per pagarsi l'alloggio ed il cibo alla pensione Meisujuku fa diversi mestieri: portiere, uomo di fatica, giardiniere, pulisce le camere degli studenti e la sera nella sala di lettura tiene corsi di Karate per i pittori del club Tabata
Un giorno si presenta un giornalista per intervistare quest'uomo venuto da Okinawa che ha lasciato casa e famiglia per diffondere il Karate in Giappone
Meisujuku diviene famosa
Arrivano nuovi allievi, si presentano Keinosuke Saigo, nipote del famoso eroe, per studiare il Karate
Poi è la volta di un famoso lottatore di Sumo, Onishiki Uichiro che condurrà anche i compagni
Quindi si presenta Otsuka esperto di Jujitsu Shinto Yoshi Ryu, e non ultimo l'ammiraglio Rokuzo Oshiro che nel 1912, durante una sosta ad Okinawa aveva invitato una decina di uomini del suo equipaggio ad allenarsi al Karate
Funakoshi è comunque un intellettuale di formazione e si rende conto che per riuscire a far accettare il Karate in Giappone al pari delle altre discipline del Budo, occorre elevarne il livello e contattare un pubblico sensibile alle cose nuove e allo scopo fa dimostrazioni, tiene conferenze spiegando i benefici fisici e mentali della pratica costante del Karate
Verso la fine del 1922 Funakoshi riceve la visita di un professore dell'Università di Keio che gli chiede di poter apprendere il Karate e di aprire un Dojo all'interno dell'università
Nel 1923 il Dojo viene aperto e Obata è uno dei primi ad iscriversi, purtroppo il terribile terremoto che farà centinaia di vittime in Giappone lo distrugge, verrà riaperto nel 1924
In questo periodo (1924) furono introdotti nel karate i gradi (dan e kyu)
Dopo Keio è la volta dell'Università di Waseda, Hosei, il Collegio di Medicina di Tokyo, della facoltà Imperiale, della Facoltà di Commercio ecc

Nel 1930 vi saranno circa 10 Dojo pubblici nei quali viene praticato il Karate di Funakoshi che frattanto nel 1926 aveva pubblicato il suo secondo libro: Renten Goshin Karate Jutsu
Nel 1928 riceve la prima ricompensa, infatti il 20 Marzo, accompagnato da 6 allievi, si reca nella sala Sanei del Palazzo Imperiale per fare una dimostrazione di fronte all'Imperatore Hiro Hito
Funakoshi ha 60 anni, tutta la storia dei suoi allenamenti con i suoi Maestri gli ritorna alla mente, mai avrebbe pensato che un giorno avrebbe avuto l'onore di fare una dimostrazione a Palazzo, come nel 1921 a Okinawa la dimostrazione è un successo e riceve un invito dal Gran Ciambellano Suteki Chuida
E' arrivato il tempo di operare il salto di qualità, bisogna passare dal Jutsu al Do
Funakoshi prende in prestito dalla cultura Marziale dei Samurai gli aspetti essenziali al fine di creare un substrato filosofico e spirituale alla tecnica di combattimento, nel frattempo, siamo nel 1927, alcuni allievi avevano cominciato ad allenare forme di combattimento libero imitando l'evoluzione del Kendo
Funakoshi chiede di rinunciare a tale pratica, ma non riuscendo a convincerli pensa che essi stiano tradendo l'essenza del Karate che è principalmente centrato sull'autodifesa e quindi non tornerà più ad insegnare nel Dojo di Shichi Tokuda
Il karate di Okinawa aveva un metodo di allenamento al combattimento molto utilizzato: il Kakeai in cui uno dei contendenti, solitamente quello di grado inferiore attacca, mentre l'altro semplicemente difende
Lo scopo era quello di sapere se era più forte l'attacco o la difesa
Con la formazione dei Club di karate Universitari, si instaura la pratica dei famosi "Scambi di conoscenza" che continuerà fino a circa il 1955, dopo di che, come nel Judo e Kendo il Karate si doterà di un regolamento di gara
Lo scopo di questi "scambi" era quello di promuovere tra scuole diverse lo scambio delle conoscenze e l'amicizia fra i partecipanti
Nella realtà, come testimonia il Maestro Nishijama, erano delle risse tremende senza esclusione di colpi, ed era raro che gli incontri durassero per più di 10 minuti
Alla fine degli scambi si passava ad un lavoro collettivo in " souplesse" e a questo punto l'obiettivo degli scambi di conoscenze veniva raggiunto
Funakoshi dal canto suo aborrisce tale pratica , lui rimane fedele all'insegnamento tradizionale
Takagi dice: Con lui facevamo Kata dalla mattina alla sera"
Nel 1929, dopo 7 anni di collaborazione Otsuka si separa da Funakoshi, per creare la propria organizzazione che nel 1940 chiamerà Wado Ryu e nella quale fonderà i principi del Karate con quelli del Jujitsu Shinto Ryu
A seguito del grande sviluppo del Karate nei club Universitari Funakoshi ha bisogno di Istruttori che egli sceglierà tra i propri allievi migliori
Dopo Otsuka è la volta di Shimoda a prendere l'incarico di assistente
Egami comincerà nel 1932
Purtroppo Shimoda, al ritorno da un viaggio dimostrativo di Karate nel sud del Giappone, si ammala e muore
L'incarico di responsabile dell'insegnamento passa al figlio Yoshitaka
Yoshitaka ha grossi problemi di salute, aveva infatti la tubercolosi, e i medici diagnosticavano , da piccolo, che non avrebbe superato l'età di 14 anni
Secondo le parole del Maestro Kase: " Yoshitaka decise di raggiungere un livello spirituale molto elevato nel Karate e si allenò molto duramente
Egli aveva una forza mentale incredibile ma la sua salute restava fragile"
Gli storici riportano che Yoshitaka fu colui che decisamente modernizzò il Karate di Okinawa per farne un'arte Giapponese
Ma prima delle riforme di Yoshitaka, lo stesso Gichin aveva introdotto alcuni cambiamenti: Nel 1923 lavora sull'idea di cambiare l'Ideogramma di Karate da Mano Cinese a Mano Nuda
Nel 1930 cambia i nomi dei Kata Heian, Tekki, Hangetsu ecc
Nel 1932 un'ondata nazionalista scuote il Giappone a seguito dei fatti della Manciuria, Funakoshi preme perché i Maestri di Okinawa accettino il cambio degli Ideogrammi di Karate
I Maestri molto tradizionalisti dapprima sono contrari ma poi finiscono per accettarli e siamo nel 1936
Funakoshi istituisce, sull'esempio del Judo, il sistema di Kyu, Dan e la cintura nera
Il karate di Funakoshi è orientato sull'autodifesa, con posizioni corte e alte, tecniche corte ma potenti
I calci colpiscono la parte bassa del corpo, utilizza molto le proiezioni perché pensa ad un combattimento molto ravvicinato
Yoshitaka inventa uno stile più fluido e ampio con l'idea degli avversari a distanza più lunga, forse ispirandosi alle tecniche del Kendo Jgen Ryu del Maestro Azato
In questo modo è necessaria una estensione totale del corpo, i calci salgono a livello Chudan e Jodan, inventa Yokogeri, Ushirogeri e Mawashigeri, abbandona le proiezioni
E' uno stile molto spettacolare, e secondo il Maestro Kase " il padre approvava le innovazioni tecniche apportate dal figlio, ma tenuto conto della sua età avanzata non provava ad applicarle perché le riteneva più adatte ai giovani"
Sempre nel 1936 con una colletta degli allievi viene costruito il primo Dojo a Zoshigawa che porterà il nome SHOTOKAN
Funakoshi è commosso
Negli anni prima dello scoppio della guerra fra le varie scuole gli incontri in cui veniva privilegiato il combattimento libero
Per tenere alto l'onore dello Shotokan Yoshitaka continua indefessamente i suoi allenamenti e continua ad apportare innovazioni e modifiche tecniche allo scopo di rendere la propria tecnica superiore a quella di chiunque altro
Durante la guerra il Karate come le altre discipline marziali vengono riconosciute ufficialmente come metodo di allenamento per i militari
I soldati che possedevano questo genere di addestramento sono di tipo particolare, hanno una resistenza fisica invidiabile, sono capaci di marce e sforzi estenuanti, sono terribili nel combattimento anche contro avversari molto numerosi
Quasi tutti i maestri di arti marziali non amano parlare tanto del periodo della guerra considerato che l'arte diventa strumento di morte e non di elevazione spirituale
Il Maestro Kase entra in quegli anni allo Shotokan rispondendo all'appello del governo fatto ai giovani di arruolarsi e prepararsi alla guerra
Segue i corsi di Gichin Funakoshi, di Yoshitaka e Ironishi, molti esperti erano partiti per il fronte ed egli ricorda la violenza inaudita degli allenamenti dell'epoca
I colpi non venivano controllati, vi erano spesso feriti gravi, ma visto il poco tempo a disposizione il governo incoraggiava una pratica tirata all'estremo
Questo addestramento aveva lo scopo di eliminare i 4 mali: " la paura, il dubbio, le sorprese e la tensione"
Secondo il Maestro Kase il livello tecnico era, durante la guerra, molto più elevato di quello che sarà nei periodi successivi, egli dice: " Cercavamo di rendere ogni colpo veramente mortale"
Nel 1945 muore Yoshitaka, Ironishi prende il suo posto
Nello stesso anno un bombardamento distrugge il Dojo dello Shotokan
Nel 1946 il Giappone firma la resa
Funakoshi come tutti i giapponesi è disorientato, per un breve periodo si ricongiunge alla moglie Oita che aveva lasciato ad Okinawa il giorno della sua partenza nel lontano 1922
Oita muore nel 1947
Solo, Funakoshi decide di rientrare a Tokyo
Nel viaggio di ritorno viene riconosciuto ad una stazione da un suo allievo, dopo di che ad ogni stazione è una catena di solidarietà
In ogni punto c'è sempre qualcuno che gli testimonia la propria riconoscenza
Allora egli pensa che non è ancora tutto perduto! il Karate resiste ancora
Prende coraggio e a quasi 80 anni ricomincia tutto da capo questa volta però non è più solo
Alcuni esperti hanno fatto ritorno dal fronte Obata rientra dalla Manciuria, riapre Waseda e viene creata l'Associazione Shotokan Presidente Saigo, Direttore Obata
In quel periodo si mette in luce un allievo dell'Università Takushoku il giovane Nakayama che darà l'impulso all'organizzazione dello Shotokan
Nel 1950 viene tolta, dal Governo Americano, l'interdizione di praticare le arti marziali in Giappone
A Funakoshi viene chiesto di fare un tour nelle basi americane presenti in Giappone per presentare il Karate; lo accompagneranno Obata, Kamata e Nakayama
E' l'ultima volta in cui si troveranno assieme poi vi saranno le divisioni nello Shotokan
Resta il solo Nakayama che cambia il nome dell'associazione chiamandola J
K
A
( Japan Karate Association)
Alle ore 8
45 del 26 Aprile 1957 Funakoshi muore dopo avere speso tutta la propria energia e volontà nell'impresa della diffusione del Karate nel mondo

Masaru Miura

Il M° Masaru Miura, che discende per dinastia materna da un'antica famiglia di Samurai, nasce a Shizuoka in Giappone nel 1939 (ha quindi 69 anni) ed arriva in Italia, e precisamente a Torino, nel 1964 dopo una breve parentesi in Inghilterra, primo contatto con il continente europeo
Laureato in Economia e Commercio alla prestigiosa Takushoku Karatebu University di Tokyo, per anni parallelamente agli studi universitari porta avanti la pratica del Karate sotto la guida del M° Nakayama
Sensei Miura è stato compagno di corso di Sensei Yahara
Ora insegna nel suo Dojo a Milano
Il M° Miura è 9° Dan e Direttore Tecnico per l'Italia e l'Europa della SKIF

Hirokazu Kanazawa

(Kanazawa Hirokazu; 3 maggio 1931) è un karateka giapponese, la carriera sportiva di Kanazawa inizia con il Judo mentre frequenta la Nippon University
Un giorno gli capitò di vedere alcuni studenti di un'altra università che praticavano il Karate e fu molto colpito dalle loro tecniche
Si trasferì quindi alla loro università, la Takushoku University, una delle più attive nella disciplina del Karate
Kanazawa divenne ben presto l'allievo prediletto del grande maestro Shotokan, Matsatoshi Nakayama (10th Dan), ed è uno dei pochi fortunati (tuttora in vita) ad essersi allenato anche con Gichin Funakoshi, considerato il Maestro fondatore del Karate moderno
Dopo appena un anno e mezzo ha ottenuto il 1° Dan (corrispondente alla cintura nera) ed il 2° Dan dopo tre anni, superando così gli altri allievi con i quali aveva iniziato il corso
Nel 1956 passò l'esame per il 3° Dan e l'esame per istruttore
Nel 1957 partecipò per la prima volta al torneo All Japan Karate Championships
In quell'occasione Kanazawa aveva un polso rotto e stava per rinunciare
Nel frattempo la madre era già in viaggio per venire a vederlo, quindi decise di partecipare ugualmente e riuscì a vincere tutti gli incontri
Da allora vinse il torneo per altre due volte consecutive
Attualmente Kanazawa è il presidente e l'istruttore capo mondiale della più grande organizzazione di Karate Shotokan del mondo, la Shotokan Karate-do International Federation
Nell'aprile del 2000 è stato promosso al grado di 10° Dan
Nonostante la sua fama ed il suo successo, Kanazawa è una persona molto disponibile e carismatica e preferisce spendere la maggior parte del proprio tempo libero insieme ai propri studenti

Minoru Mochizuki - (7 Aprile 1907 - 30 Maggio 2003)

Il Maestro Minoru Mochizuki è nato il 7 Aprile 1907 a Shizuoka
Trasferitosi a Tokyo con la famiglia, scopre le Arti Marziali e inizia a praticare il Judo, il Kendo e il Ju Jutsu
Nel 1927 viene accettato come Uchi Denshi da Kyuzo Mifune (direttore del Kodokan, X dan di Judo) e in seguito notato dallo stesso fondatore del Judo, Maestro Jigoro Kano, che ne fa uno dei suoi più brillanti assistenti e ricercatori
Per iniziativa di Kano, Minoru Mochizuki studia il Katori Shinto Ryu (scherma classica giapponese), lo Shindo Muso Ryu (scherma con il bastone JO) e in seguito è inviato presso il Maestro Morihei Ueshiba, fondatore dell'Aikido
Tenuto in gran stima anche dallo stesso Maestro Ueshiba, nel 1931 Minoru Mochizuki apre il suo Dojo, lo Yoseikan, a Shizuoka
Pochi anni dopo, nel 1936, gli nasce il suo primo figlio, Hiroo
Minoru Mochizuki riceve nel 1938 un importante incarico governativo e si trasferisce in Mongolia, dove ricopre la carica di Vice-Prefetto distrettuale
Finita, la guerra ritorna in Giappone nel 1946, e poco dopo riprende l'insegnamento nel suo Dojo
Nel 1951 fa parte di una delegazione culturale del Giappone invitata ad una manifestazione dell'Unesco a Ginevra
Per un contrattempo è costretto a rimanere in Europa, dove dà lezioni e dimostrazioni di Judo, Aikido e Bujutsu
La sua opera continua negli anni a venire, soprattutto in Francia, grazie anche al trasferimento del figlio Hiroo in questa nazione, dove lo stesso promuoverà, oltre che le Arti Marziali paterne, anche il Karate, e in seguito fonderà lo Yoseikan Budo
Minoru Mochizuki continua il suo insegnamento in Giappone, dove arriva ai più alti gradi nelle numerose discipline che pratica
Continua a recarsi in Europa, anche se, dagli anni ottanta in poi, l'età e la salute ne limitano gli spostamenti
Nel 2000 riceve a Shizuoka la delegazione dello Yoseikan Budo Internazionale
Nel 2001, stante la sua cattiva salute, si trasferisce definitivamente in Europa, presso il figlio Hiroo ad Aix-en-Provence, dove si dedica a trasmettere le sue tecniche, oltre che al suo stesso figlio, al nipote Michihito e agli alti gradi dello Yoseikan Budo International
Nella stessa estate del 2001 trasmette la successione come Soke dello Yoseikan al Figlio Hiroo, davanti all'assemblea internazionale dei maestri della scuola
Prostrato dalla malattia, si ritira progressivamente dal mondo, fino a spegnarsi il 30 maggio 2003
Il Maestro Minoru Mochizuki, nella sua lunghissima carriera, ha ottenuto moltissimi riconoscimenti in numerose Arti Marziali
Ne diamo qui un preciso elenco: Decimo Dan di Aikido, Meijin, grado Kokusai Budo Inn riconosciuto dalla famiglia Ueshiba

Nono Dan di Nihon Ju Jutsu
Ottavo Dan di Judo Kokusai Budo Inn
Settimo Dan di Judo Kodokan
Ottavo Dan Hanshi di Tenshin Shoden Katori Shinto Ryu
Settimo Dan di Iaido, Kyoshi, Zen Nihon Iaido Renmei
Quinto Dan di Kendo Zen Nihon Kendo Renmei
Quinto Dan di Shindo Muso Ryu Jo Jutsu

Inoltre ha ricevuto i seguenti diplomi tradizionali: Da Morihei Ueshiba il Menkyo Kaiden e i due rotoli di Okuden "Goshinyo no Te" e " Hiden ogi no Koto"
Da Sanjuro Oshima, Soke di Gyokushin Ryu, lo "Shoden Kirigami Mokuroku" Il 30 maggio 2003 Minoru Mochizuki è morto
E' stato un grande Maestro di Arti Marziali, un divulgatore eccezionale, un testimone del rinnovamento del Budo fatto dagli innovatori Jigoro Kano e Morihei Ueshiba, un avversario della crescente corruzione del Bujutsu e del Budo classici in sport contemporaneo
Minoru Mochizuki è nato in un Giappone ancora contadino e medioevale, un mondo di campagne e città fatte di case di carta, dove un passato ancora integro era accostato al nuovo, il progresso "occidentale" prima imposto e poi velocemente adottato
Giovane attento e dotato, è stato allievo stimato e favorito di eccezionali personalità, sia maestri conosciuti da tutti come Jigoro Kano, Morihei Ueshiba, Kyuzo Mifune, sia meno conosciuti come Hakudo Nakayama, Sanjuro Oshima, Ichiro Shiina, Toku Sanbo, Takaji Shimitsu
E' difficile, scrivere in memoria, ricordare un tale personaggio senza cadere nella retorica o nelle figure di circostanza, evitare di ricorrere a figure retoriche, ad etichette tipo "l'ultimo samurai", o "l'uomo con più dan al mondo"
Voglio parlare di lui, sia come me lo ricordo , di persona, sia per quello che ho sentito, le tante cose di lui che mi hanno raccontato
Parole di suo figlio, il mio Maestro, Hiroo Mochizuki, e di altri "vecchi" dello Yoseikan, o ancora altre persone di altre Arti Marziali che l'avevano conosciuto
Ho avuto la fortuna di conoscerlo direttamente a metà degli anni ottanta, quando il Maestro Minoru intervenne agli stage estivi di Yoseikan Budo indetti da suo figlio Hiroo
Era l'anno 1986
Non avevo mai visto prima il Maestro Minoru Mochizuki, sia perché mi muovevo solo nell'ambito dello Yoseikan Budo, sia perché il vecchio Maestro, non più in buona salute, aveva rarefatto i suoi viaggi in Europa
Era già un uomo anziano e subiva le conseguenze di alcune malattie che lo avevano debilitato
Ma ebbi subito occasione di accorgermi come la sua figura dominava ancora il tatami e di apprezzare come il Maestro offrisse il suo insegnamento con efficacia e lucidità didattica
In quel primo incontro lo vidi mentre scendeva dal leggendario pulmino volkwagen di suo figlio
Un vecchietto arzillo vicino agli ottant'anni, ma con alcuni evidernti acciacchi che affaticavano il suo movimento
Aveva l'aria di chi si aspetta di essere ascoltato e un'indiscutibile alone di carisma ed autorità
Mi accorsi subito che Minoru Mochizuki sembrava vivesse due vite differenti
In quella normale era un vecchio che camminava a piccoli passi continui, soffriva il caldo e si fermava spesso a fare pause
Sulla materassina era un maestro-drago che si aggirava a grandi passi, dominando la situazione e gli astanti
Il suo insegnamento era lineare, dove le tecniche erano concetti e i concetti si materializzavano in tecniche
Il Maestro Minoru Mochizuki mostrava una "figura", una possibilità, ne spiegava la tecnica dimostrandone la sua semplicità intrinseca
Fatta da lui, dopo la sua dimostrazione, l'azione sembrava facile come respirare
La sua esperienza era universale, adeguata alla vastità dei suoi studi e alla competenza straordinaria dei suoi antichi Maestri
Lui preferiva insistere su alcuni, specifici, campi: proiezioni, spesso del gruppo dei sutemi (tecniche di sacrificio), combinazioni di lotta a terra con preferenza per gli strangolamenti, le leve e le immobilizzazioni dove Uke era bloccato prono al terreno
Erano particolari le tecniche con le armi, soprattutto principi di scherma con la spada ed il bastone
Dato che lo avevo visto, dapprima, come una persona anziana fuori dal Dojo, mi impressionava maggiormente l'abilità con cui agiva sul tatami: nelle proiezioni, giocate con spostamenti e senso del tempo, che rendevano il lancio un momento quasi impalpabile e repentino; nella lotta a terra, dove immobilizzava colossi inchiodandoli al suolo; nella scherma, dove batteva gli agonisti con la spada da gara, come se ne conoscesse i pensieri prima della loro azione
Lo seguivamo mentre si aggirava tra noi atleti controllando le nostre esecuzioni, spiegando ad ogni persona come realizzarle meglio, offrendo soluzioni tecniche sottili e geniali
Fu in quella occasione che, ad un certo punto, ci chiamò e ci volle dire che apprezzava moltissimo la nostra pratica ed era orgoglioso della creazione di suo figlio Hiroo, lo Yoseikan Budo: "L'evoluzione è il dovere di ogni maestro - ci sottolineò - Io ho reso possibile accedere, presso la mia scuola, agli insegnamenti dei miei maestri, contemporaneamente, ma in modo separato, fedele al sistema con cui loro me li hanno trasmessi
Mio figlio ha compiuto il passo successivo e li ha uniti, creando un sistema logico e naturale
" In quello stesso anno, alla fine del periodo di stage, durato due settimane, erano previste delle gare individuali a livello internazionale, un vero torneo mondiale individuale
Si trattava di una delle prime gare in assoluto all'interno dello Yoseikan Budo, dopo i Campionati Mondiali, organizzati a Parma e vinti trionfalmente dalla nazionale italiana
C'era una affluenza notevole di atleti da ogni parte del mondo, attratti, oltre che dall'eccezionale stage in se, dalla concomitanza con questo avvenimento agonistico,maggiormente attraente per l'impegnativo regolamento imposto
Durante una pausa della gara il Maestro Minoru Mochizuki fece una dimostrazione, eseguendo la sua versione degli undici Kata di Iai del Tenshin Shoden Katori Shinto Ryu
L'armonia dei movimenti e la proiezione dello spirito marziale nell'azione rendevano la scena terribile e magnifica
I giovani, i competitori, atleti al massimo delle loro capacità fisiche, guardando quello spettacolo si rendevano conto che velocità e forza non erano tutto, che caratteristiche e doti diverse subentravano, nette ed efficaci, col progresso dello studio, anche con l'avanzare dell'età
Il ruolo storico di Minoru Mochizuki per noi europei è particolarmente significativo
E' stato la nostra "Porta dell'Oriente"
Attraverso lui, e altri Maestri che direttamente o indirettamente lui ha inviato in Europa, l'Occidente europeo ha conosciuto le Arti Marziali giapponesi nella loro interezza
E' vero che, nel Judo e in qualche stile di Ju Jutsu tradizionale, erano già venuti in Europa alcuni maestri giapponesi, ma il loro insegnamento non era stato né così profondo, né così globale come quello che Minoru era, e fu, in grado di far fare
Con Minoru il Judo francese conobbe una crescita enorme in fatto di qualità e quantità, con Minoru l'Europa conobbe l'Aikido, il Kendo, il Kobujutsu e lo Iai
Minoru, inoltre, fece da tramite a molti altri maestri, sia favorendo direttamente il loro arrivo in Europa, sia rendendo possibile agli europei conoscere la loro esistenza e recarsi a usufruire dei loro insegnamenti
Grazie allo Yoseikan e a Minoru suo figlio Hiroo si recò in Europa, vi introdusse il Karate e ne aiutò lo sviluppo, inviando numerosi maestri laddove ve n'era richiesta
Questa azione attivò, indirettamente, altri arrivi, perché fu per far concorrenza all'Aikido del gruppo Yoseikan che l'Aikikai inviò in Europa Abe, Tada e Tamura, per far concorrenza al Wado Ryu, allo Shotokai e allo Shito Ryu che la Jka mandò Kase, Shirai ed Enoeda
Grazie a Minoru si creò l'interesse per le scuole tradizionali di Bujutsu, venne in Europa Sugino, Hatakeyama ed il Tenshin Shoden Katori Shinto Ryu
Parallelamente, cercando il diverso, altri andarono da Tokimune Takeda per conoscere il Daito Ryu o da Shimitsu per lo Shindo Muso Ryu
Ancora, fu grazie al figlio di Minoru, Hiroo Mochizuki, che arrivarono in vari luoghi d'Europa maestri di Karate, tra cui Murakami
Guardando Minoru Mochizuki, negli occhi e nell'aspetto, si poteva vedere riflessa l'immagine dei budoka che furono, i suoi grandi Maestri
Ognuno di noi sentiva ancora la presenza di quelle persone mitiche, le cui imprese sembrano leggende
Il suo era il ricordo del testimone, la sua tecnica un richiamo costante a quei colossi, ma si vedeva la sua mano di adattatore, interprete, innovatore
Temperato dalla idea didattica strutturale di Kano, l'insegnamento di Minoru era chiaro, oggettivo, sperimentale, rivolto al confronto per superarlo
L'idea "moderna" del padre del Judo riconosceva l'educazione come fine dell'Arte Marziale, l'individuo doveva conoscersi e promuoversi, rinascere rinnovato dal confronto con l'altro
Il principio dell'oggettività della tecnica di Jigoro Kano costituiva, di conseguenza, per Minoru Mochizuki, un preciso imperativo: solo se la singola specifica tecnica era applicabile comunque e dovunque, costituendo il "miglior impiego dell'energia", allora poteva entrare nel patrimonio tecnico della scuola Yoseikan
Minoru Mochizuki sottolineava spesso questo concetto, l'importanza, in una tecnica, era l'efficacia
Chiunque, eseguendola correttamente, doveva ricavarne gli stessi effetti
Nella sua curiosità passava al vaglio ogni tecnica che vedeva, ne controllava i criteri e l'efficacia, l'adattava alla sua esperienza cercando di fare in modo che fosse utile a tutti
Partendo dal "Grande Insegnamento di Kano", altre influenze al suo insegnamento venivano da O Sensei Morihei Ueshiba, dal Gyokushin Ryu di Oshima, dal Kendo di Nakayama, dal Katori Shinto Ryu di Shiima
Da Ueshiba, Minoru aveva preso l'idea del movimento circolare, mentre l'insegnamento giovanile del Gyokushin, maturato più tardi, aveva proiettato lo stesso movimento in una dimensione spaziale, tridimensionale, dove il centro dell'azione era fluttuante tra i due esseri in movimento
Dall'arte della spada Minoru aveva tratto l'eleganza, la semplicità, l'azione diretta e spietata e, allo stesso tempo, pianificata in modo da essere ineluttabile, sicura
Minoru parlava con grande rispetto di O Sensei Morihei Ueshiba, dicendo che la sua visione dell'Universo aveva prodotto una nuova maniera di concepire il Budo, rendendolo non solo la strada di noi stessi, ma il vero e proprio posto di tutto
Il Maestro diceva che lui aveva capito solo con la maturità l'ampiezza della visione di Morihei Ueshiba, e diceva che la vera comprensione era una cosa difficile e personale, che ogni allievo deve trovare da se, e questo avverrà solo quando sarà il tempo
L'Aikido Yoseikan contiene tecniche di tutta la carriera di Ueshiba per permettere all'allievo di fare la stessa strada, conoscere le esperienze che hanno dato a Ueshiba stesso la sua magnifica visione
Questa e molte altre storie Mochizuki Minoru Sensei ci ha raccontato
Fedele all'insegnamento tradizionale amava molto intramezzare la tecnica con il racconto di episodi della vita dei suoi maestri, i loro detti
Se ci sarà un altro tempo e un'altra occasione, avrò, allora, il piacere di raccontarveli
Quando è giunto il suo momento, con semplicità, "Grazie" è stata l'ultima parola detta dal Maestro


Quando avviene un simile evento, tocca a chi è legato da un rapporto al fatto, dire qualcosa agli altri, annunciando l'avvenuto passaggio ed elogiando l'opera di colui che è morto
Una persona particolare, conosciuta, specialmente in questo ambiente, una persona che ha avuto una vita ricca e particolare, irripetibile, e tale da fare di lui un'icona esemplare
Cos'è che distingue un uomo da un'altro Quali sono le caratteristiche, tali da poterci far esclamare una stima, un apprezzamento, o una riprovazione Minoru Mochizuki è il prototipo, l'incarnazione ed il modello del maestro
I suoi stessi tutori e mentori intuirono subito in lui la rara abilità dell'insegnante naturale, e considerarono sempre questa sua capacità, forgiandolo per questo compito
L'azione di Minoru Mochizuki Sensei è sempre stata questa, tramandare e diffondere l'insegnamento dei suoi maestri, i grandi innovatori che, a cavallo del XIX e del XX secolo, cercarono di promulgare il Budo come forma di educazione, di comprensione e di sviluppo personale
Oggi la sua eredità continua nelle mani di suo figlio Hiroo e, sostenuta dallo Yoseikan Budo, si propone viva e valida per tutti

Hironori Otzuka

In sintesi quelli dello Shotokan si arrogano il diritto di dire che il Maestro Funakoshi portò per primo il Karate in Giappone, e che il Maestro Otzuka era un allievo del Maestro Funakoshi, il che è vero
Poi aggiungono che il Maestro Otzuka ha tradito il Maestro Funakoshi e se n'è andato portandosi via i Kata, che non conosceva, e quindi avrebbe fatto un furto sostanzialmente, e la vera qualità della tecnica risiederebbe nei katà dello Shotokan
Le cose non stanno affatto così, e lo riconoscono anche i più qualificati Maestri Shotokan, quelli veri
La verità è molto diversa
Innanzitutto quando il Maestro Otzuka divenne allievo del maestro Funakoshi era "Menkyo Kaiden" di Yoshin Ryu, cioè era la più alta autorità tecnica del Ju-jitsu giapponese di Stile Yoshin-ryu, cioè era un Maestro di alto profilo, era l'autorità indiscussa di quella scuola di Ju-jitsu
Non era uno qualunque
E siccome nel suo modo di praticare il Ju-jitsu era affascinato, - perché come voi sapete il ju-jitsu ha le prese, le leve gli strangolamenti, gli squilibri, ma usa degli atemi, cioè delle tecniche di percussione - dall'uso degli atemi dopo la presa o per preparare la presa, quando vide i Katà del Maestro Funakoshi, vide che c'era questo uso degli atemi, anche lunghi (=ju-tsuki), vide i Kerì, e così andò dal Maestro Funakoshi e gli disse: "Io sono molto interessato ad approfondire questo aspetto: quanto ci potrei impiegare se decidessi di studiare con lei i katà "
Il Maestro Funakoshi gli disse "Uno del suo livello con tre anni può padroneggiare tutti i Katà"
Otzuka accettò e con un anno imparò tutti i katà, e fu nominato caposcuola, ovvero divenne l'allievo più anziano, l'autorità più alta dello stile Shotokan, e mantenne sempre un atteggiamento di rispetto verso Funakoshi
Sennonché poi accadde che il Maestro Funakoshi fu invitato a dimostrare al Budokan il karate, alla presenza delle altre autorità del Budo
All'epoca il Budo aveva ormai una tradizione, e non era certo pensabile che una scuola potesse dimostrare il proprio valore in una sede formale, ufficiale come quella del Budokan solo con i Katà
Bisognava prima dimostrare i Katà, e poi l'applicazione in coppia, cioè l'applicazione; ma Funakoshi aveva grandi limiti da questo punto di vista, avevano qualche Ippon-Kumitè di base, e basta
Allora chiese aiuto al Maestro Otzuka e lui gli disse "Non c'è problema, la preparo io la dimostrazione", e la preparò lui, e questa dimostrazione ebbe un grande successo e il karate fu molto apprezzato; ma praticamente l'aveva preparata Otzuka, e l'aveva preparata prendendo delle cose dal Ju-jitsu, con cui dimostrò addirittura delle tecniche contro la sciabola
Dopo questo fatto il Maestro Otzuka disse "Allora io devo andare per la mia strada"; oltretutto lui insisteva molto per fare delle cose in coppia, ma il Maestro Funakoshi era assolutamente contrario
Il Maestro Otsuka insisteva anche per fare delle forme di Kumitè libero, che non era ancora il Kumitè sportivo, però voleva provare delle forme di Kumitè libero sperimentale
Il Maestro Funakoshi era assolutamente contrario
A quel punto Otzuka lasciò lo Shotokan, e quando si staccò non fondò subito il Wado-ryu, l'avrebbe potuto fare, ma c'erano delle cose nei Katà del Maestro Funakoshi che non aveva capito e che voleva comprendere
Egli aveva chiesto spiegazioni al Maestro Funakoshi ma lui non gliele diede
Allora si recò ad Okinawa dal Maestro Kenwa Mabuni, che era molto bravo e molto forte, che era uno dei pionieri del karate di Okinawa, e conosceva sia l'area shorin, quella del Maestro Funakoshi, che shorei
Il Maestro Otzuka gli disse che aveva dei dubbi rispetto alcuni katà fondamentali che aveva imparato con lo Shotokan
Mabuni, con delle lezioni private, gli spiegò i principi di questi katà
E questi katà il Maestro Funakoshi li ha cambiati, li ha cambiati anche Itosu, gli hanno cambiato anche il nome, perché il nome originale è cinese
Allora il Maestro Otsuka ha ridato ai kata il loro nome: il nome dei katà di Wado è cinese, in questo senso il Maestro Otzuka fu molto umile, perché voleva fare uno stile giapponese ma lasciò il nome cinese dei katà
I nomi dei nostri katà nello Shotokan, invece, sono nomi giapponesi reinventati da Funakoshi: "Kushanku" è il nome cinese del Maestro che codificò quel katà, nello Shotokan si chiama Kankudai "sole che sorge"
S'è inventato una cosa per far piacere ai Giapponesi; "Seishan" è il nome originale, loro lo chiamano "hangetsu", mezza-luna, ma è un nome giapponese, non esiste
Quindi il Maestro Otzuka ha fatto un lavoro enorme, ma non si è fermato lì: con un Maestro di spada, suo amico, molto bravo, ha approfondito il Nagashi e Tai-sabaki, ed i tempi tecnici, cioè "Ma"
Solo allora ha fondato il Wado-ryu, quindi come si può dire che abbia rubato qualcosa Non ha rubato nulla; era già un Maestro di altissimo livello
E dopo che fondò lo stile, dato che le controversie continuarono, non più con Funakoshi, che nel frattempo era morto, succedendogli il figlio Yoshitaka, non restò che combattere per risolvere la questione
E così fecero una serie di incontri, al livello universitario (in Giappone i dojo di arti Marziali sono di altissimo livello, n
d
r
), e qui sono tutti concordi, compresi quelli dello Shotokan, che non ci fu storia furono ampiamente battuti
Furono combattimenti a contatto pieno, qualcuno morì
Lì c'era la questione che quelli dello Shotokan sostenevano che il Gyaku-tsuki fosse la tecnica più efficace che c'è, quelli del Wado replicavano col Nagashi, e sistematicamente su ogni Gyaku tirato rispondevano col Nagashi, e non si contarono i nasi fratturati
Poi dopo la storia è complessa, lo Shotokan ebbe una crisi molto forte, Yoshitaka Funakoshi cominciò a capire che anche loro dovevano studiare il combattimento; presero una lezione memorabile
Ma la storia non si chiude qui, perché il Maestro Otsuka tornò ancora più indietro aggiungendo "Ju-jitsu" al nome dello stile e poi "Kempo": Kempo è un nome cinese, significa arte della percussione; ed il figlio del Maestro Otzuka, questi principi li ha sviluppati ancora di più, ma, in un certo senso, quello che facciamo noi è di più ancora, perché è ulteriormente integrato da studi sul Tai'chi, sugli stili interni, sul Chi'kung, non parliamo dello Zen

Quindi ecco qual è l'evoluzione
Allora secondo me nell'arte marziale giapponese ci sono delle cose validissime, nell'arte marziale vera, superiori anche all'arte marziale cinese
L' arte marziale cinese ha una grande tradizione di base, che come una sorta di grande patrimonio tecnico dove uno può andare a cercare, e andrebbe fatto anche su questo un discorso -ma non c'è più tempo, ora ci dobbiamo allenare- perché dopo la Rivoluzione Popolare in Cina hanno bruciato i Monasteri, queste attività sono state considerate illegali, i più grandi Maestri sono scomparsi; mentre in Giappone no: c'è stata una tradizione ininterrotta di secoli nelle arti marziali, e anche questo è molto importante

Shigeru Egami

nacque nella Prefettura di Fukuoka (isola di Ky sh ) nel 1912, in una famiglia di commercianti e costruttori edili
In gioventù praticò J d e Kend
Nel 1924, studente delle scuole secondarie, vide per la prima volta alcune tecniche di Karate
Scrisse a tal proposito: "Gli strani movimenti e le tecniche di un capomastro di lavori edili, originario di Okinawa, mi sembrarono misteriosi e mi incuriosirono, solo in seguito ho capito che egli era solo un principiante


"
Nel 1931 entrò alla facoltà di Commercio dell'Università Waseda e per un breve periodo praticò Aikid
Nello stesso anno incontrò il M° Funakoshi diventandone allievo e aiutandolo a fondare il club locale di Karate all'Università Waseda
Sempre lo stesso anno un suo compagno di Università iniziò la pratica nel medesimo club
Il suo nome era Genshin (Motonobu) Hironishi e la loro amicizia divenne talmente salda da durare tutta la vita
Hironishi scrisse: "Non posso dire esattamente come, ma sin dall'inizio nacque tra noi una comunicazione molto spontanea, un tipo di unione che includeva anche altri aspetti della vita quotidiana
" Nei primi anni trenta venne coinvolto nella divulgazione del Karate-d in Giappone e partecipò, prima con Takeshi Shimoda poi, dopo la morte di quest'ultimo, con Yoshitaka Funakoshi, a numerose dimostrazioni
Scrisse a tal proposito: "Ricordo i viaggi che noi, allievi del maestro Funakoshi, facemmo nella zona di Ky to- saka e nell'isola di Ky sh sotto la guida di Takeshi Shimoda, il nostro istruttore e il migliore tra gli studenti di Funakoshi
Questo accadeva attorno al 1934, circa dodici anni dopo la prima dimostrazione che il maestro fece a T ky
Il Karate, in quei giorni, era considerato una mera tecnica di combattimento ma aveva un'aura di segretezza e mistero
Di conseguenza sembra che la curiosità fosse l'unico motore a spingere gruppi di persone ad assistere alle nostre dimostrazioni
Sebbene non conosca bene la carriera di Shimoda, so per certo che fu un esperto della scuola Nen-ry di Kend e studiò anche Ninjitsu
Per uno sfortunato volere del fato si ammalò dopo una delle nostre dimostrazioni e morì poco dopo
Shimoda era l'assistente del maestro Funakoshi e si occupava dell'insegnamento quando quest'ultimo era impegnato
Il suo posto venne preso dal terzo figlio del Maestro, Gig (Yoshitaka), che non era solo un uomo dal carattere eccellente ma anche un grande esperto dell'arte
Sicuramente non c'era persona più qualificata per l'insegnamento ai giovani studenti
Comunque, poiché all'epoca era tecnico radiologo all'Università Imperiale di T ky e al Ministero dell'Educazione, si dimostrò piuttosto riluttante ad assumere anche questo incarico
Dopo le numerose pressioni da parte del padre e dei suoi studenti finì comunque per accettare e, di lì a poco, attirò la nostra ammirazione ed il nostro rispetto "
A dispetto di un'apparente eccellente forma fisica, Egami, come anche Yoshitaka Funakoshi, soffriva già di seri problemi di salute
Fu scartato alla visita di incorporazione per il servizio militare in quanto aveva seri problemi polmonari e più tardi, all'età di 24 anni, contrasse la tubercolosi
A seguito della morte del fratello maggiore, Egami si sentì in dovere di tornare nell'isola di Ky sh per seguire l'azienda familiare
Presto però lasciò questa occupazione in quanto non si sentiva adatto alla vita del commerciante e fece ritorno a T ky impegnandosi, con Yoshitaka Funakoshi e Genshin Hironishi, allo sviluppo del Karate-d
Erano state create nuove posizioni, come il fudo dachi, e nuove tecniche di calcio quali yoko geri (kekomi e keage), alcune forme di mawashi geri, fumikomi e ushiro geri
Le posizioni, in generale, erano divenute più basse e più ampie
Nel 1935, Egami, aderì al comitato creato da Kichinosuke Saigo per la raccolta dei fondi per la costruzione di un d j dedicato esclusivamente alla pratica del Karate
Come già ricordato questo comitato costituì l'embrione del gruppo Sh t kai
Riguardo alla costruzione del d j scrisse: "Verso il 1936 i giovani allievi si sono riuniti attorno al M° Yoshitaka Funakoshi per costruire il d j centrale, che fu chiamato Sh t kan partendo dallo pseudonimo in calligrafia del Maestro Funakoshi
Tuttavia, all'epoca non si ricorreva a tale appellativo, noi tutti chiamavamo questo d j semplicemente "Honbu d j " (d j centrale)
Che gioia allenarsi in un d j così bello e per di più costruito con i nostri sforzi! La sensazione era quella di essere consanguinei e lo spirito con il quale ci esercitavamo risultò ancora più vigoroso
Naturalmente anche la felicità del vecchio maestro Funakoshi (Gichin) e del giovane (Yoshitaka) era grande; ogni volta che comparivano nel d j ci offrivano la loro guida con un sorriso in più"
Sempre considerato uno degli allievi più attivi del M° Funakoshi, Egami iniziò ad insegnare Karate alle Università di Gakushuin, Toho e Chuo e fu l'istruttore più giovane ad essere eletto Membro del Comitato di Valutazione da Gichin Funakoshi
Nel corso della seconda guerra mondiale insegnò inoltre alla Nakano School che era un centro di addestramento per spie e commandos giapponesi che il Maestro Mitsusuke Harada definisce una via di mezzo tra il MI5/MI6 (servizi segreti) e le SAS (Special Air Service) britannici
Nel 1945, alla fine della seconda guerra mondiale, Egami assistette in meno di un anno alla distruzione della casa e del d j del M° Funakoshi e alla morte del maestro e grande amico Yoshitaka Funakoshi
Dopo la morte di Yoshitaka Funakoshi, Egami iniziò a sentirsi assillato dalla necessità di perseguire la Via da sempre indicata dal suo Maestro e individuata nel lavoro che aveva iniziato con Yoshitaka Funakoshi e Genshin Hironishi: la trasformazione dell'arte di Okinawa in un'arte del Bud giapponese, partendo dal Karate per giungere al Karate-d
Fu proprio nell'ambito di questa sua ricerca che, per sciogliere il dubbio sull'efficacia dello tsuki, si fece ripetutamente colpire l'addome (con questo probabilmente aggravando il suo già compromesso stato di salute) dai colpi di pugno di diverse persone e concludendo che il tipo di attacco dei Karateka appariva essere quello meno efficace
Scrisse in proposito: "Mi sono chiesto per molto tempo se i colpi frontali del Karate fossero veramente efficaci
Ho fatto di tutto, dallo spezzare tavole e tegole al rompere mattoni, ma nonostante queste operazioni fossero andate a buon fine, rimaneva il dubbio circa l'effetto prodotto dagli stessi colpi su un corpo umano
L'esperienza personale mi ha insegnato che quest'ultimo è più resistente di quanto si possa pensare; le sue caratteristiche sono totalmente differenti da quelle di tavole e tegole, in più possiede uno "spirito" sottilmente inspiegabile
Quando non siamo certi della reale efficacia dei nostri colpi allora ci assale uno stato d'ansia non indifferente
Ho provato a porre il quesito che mi assillava a parecchie persone e le risposte sono state varie ma nessuno ha dichiarato d'esser certo del potere delle proprie azioni nonostante sembra che molti posseggano la forza sufficiente per infliggere un "colpo mortale"
Un'antica tradizione giapponese, presa alla lettera, dice che o si crede ciecamente, oppure si mette da parte l'inquietudine interiore e ci si sforza di credere; io decisi di seguire il consiglio
In pratica non è così semplice pensare di trovare cavie disponibili né tantomeno persone pronte a infierire su di noi nonostante il palese consenso; qualcuno ci ha provato senza ottenere un gran risultato, e poi bisogna tenere conto del fatto che pochi sarebbero quelli inclini a rendere pubblico un esito di cui si vergognano
Affinché il colpo andasse a segno era indispensabile che il tempismo fosse perfetto, non approssimativo
Quando il rischio era la vita, peraltro quasi mai, mi è capitato di far mostra di colpi efficaci eppure ben lontani dall'essere letali; tuttavia, nei Kata e nelle tecniche messe in pratica in quelle occasioni c'era qualcosa di diverso dai Kata e dalle tecniche dell'allenamento abituale
Non c'è dubbio che i colpi andati a segno furono tali per puro caso, e questa non è solo la mia opinione, è il parere di persone che, come me, decine di migliaia di volte hanno percosso e si sono fatte picchiare l'addome e l'epigastrio: è la voce dell'esperienza che parla
Per rimuovere l'insicurezza ci si sforzò, si cercò di approfondire, migliorare, e ne emerse che "il Karate è la tecnica della concentrazione"
Prima di tutto, fisicamente è nato dalla concentrazione della forza su un punto ben preciso; ciò significa che, in termini pratici, sia in caso di attacco che di difesa bisogna riunire tutta la potenza laddove intendiamo colpire l'avversario
Da qui ebbero inizio ulteriori ricerche che, condotte contemporaneamente alla disciplina di sempre, mi consentirono di capire che la "concentrazione" non è un fenomeno esclusivamente fisico bensì necessariamente e inevitabilmente "mentale"
Come fare per rendere le proprie tecniche efficaci Quali sono i colpi che funzionano davvero Vorremmo proprio saperlo, e vorremmo anche conoscere il potere delle nostre azioni, peccato che nessuno ce ne offra l'occasione
Al sottoscritto non rimase che mettere a disposizione il proprio addome affinché più persone lo colpissero; sulla base degli effetti prodotti potei chiarire i miei dubbi
Il mio stomaco venne picchiato a volontà da svariati karateka, judoka, kendoka e boxers e la cosa più deplorevole fu il risultato: i meno efficaci furono i primi della lista, nonostante si trattasse di veterani del Karate, mentre i pugni maggiormente andati a segno furono quelli dei praticanti la boxe
Ciò che mi sconvolse alquanto, però, fu l'esito sorprendente di perfetti incompetenti, persone che non avevano mai affrontato un allenamento
Rimasi sbalordito chiedendomi il perché, cercando le ragioni di una cosa simile, facendo confronti e tentando di scovare le differenze
Nel corso delle mie ricerche mi resi improvvisamente conto che l'allenamento portato avanti fino a quel momento in realtà irrigidiva, bloccando i movimenti, con l'illusione che producesse forza
Una volta scoperto il difetto si trattava di sciogliere le parti indurite rendendole elastiche, ragion per cui decisi di rimettere tutto allo studio
" Intanto, il primo maggio 1949, veniva fondata la già citata Nihon Karate-d Ky kai (Japan Karate Association)
Nonostante la fondazione e la supervisione da parte di uomini della corrente più tradizionale, Obata, Saigo, Hironishi, la JKA iniziò a poco a poco ad essere guidata da princìpi commerciali e da metodi e pratiche simili a quelli degli sport occidentali che culminò con l'emanazione del regolamento per le competizioni agonistiche (1955)
Per questo motivo i tradizionalisti, tra cui i tre maestri sopracitati, lasciarono l'organizzazione
Il Maestro Funakoshi che inizialmente aveva gradito la popolarità che questo nuovo organismo stava riscuotendo, iniziò ad esserne preoccupato in quanto vedeva i valori essenziali del Karate-d in forte rischio
Il 13 ottobre 1956, nella prefazione alla seconda edizione del libro "Karate-d Ky han" scrive: "


Non posso negare che vi siano momenti in cui diventò dolorosamente consapevole del pressoché irriconoscibile stato spirituale al quale il mondo del Karate è giunto rispetto a quello che prevaleva all'epoca in cui, per la prima volta, ho introdotto ed iniziato l'insegnamento del Karate


"
Egami avverte questa preoccupazione e decide di seguire gli incoraggiamenti del proprio maestro e degli allievi più anziani a continuare nella Via del Bud
Già nel 1953 la ricerca di Egami aveva avuto una svolta positiva
Nel ricevere uno tsuki dal giovane Tadao Okuyama notò che quell'attacco era straordinariamente più efficace di tutti quelli che aveva ricevuto fino ad allora
Allora, a poco più di quarant'anni di età, Egami prese la decisione di cambiare radicalmente i concetti e le forme convenzionali di esecuzione
Iniziò ad adottare tecniche eseguite in decontrazione, evitando l'uso di forza non necessaria
Ricominciò così a pensare al modo di colpire apparentemente leggero e rilassato ma estremamente efficace che distingueva le tecniche di Takeshi Shimoda, Yoshitaka Funakoshi e dello stesso Maestro Gichin Funakoshi
Allo stesso tempo venne in contatto con Hoken (o Sh y o Noriaki) Inoue, fondatore dello Shinwa Taid (poi Shinei Taid ) e nipote del fondatore dell'Aikid , Morihei Ueshiba
Dai contatti con Inoue iniziò ad interessarsi all'energia vitale e alla sua circolazione nel corpo umano
Nel 1955, in piena fase di ricerca, dovette essere sottoposto a due operazioni allo stomaco
Tali operazioni, a distanza ravvicinata, lo portarono all'impossibilità di nutrirsi normalmente tanto che giunse a pesare solo 37 chili
L'indebolimento era tale da non rendergli possibile alcun tipo di allenamento fisico
Il ricovero e lo stato di precarietà finanziaria legate all'impossibilità di svolgere una qualsiasi attività furono sorpassate con grande difficoltà e solo grazie all'aiuto di amici come Hironishi, Okuyama e Yanagizawa
Scrisse di quel periodo: "


fui sottoposto ad un intervento per la rimozione di parte del mio stomaco e, dopo meno di un anno, ad un'altra simile operazione
Poiché persi la forza di cui andavo così fiero, non potei più praticare Karate
Ancora più serie erano le difficoltà a condurre una vita normale
Ripenso a quel periodo, durante il quale ero caduto in una forte disperazione, come al peggior periodo della mia vita
Ma allora ricordai le altre parole del Maestro Funakoshi: "l'allenamento nel Karate deve essere quello praticabile da tutti, dai vecchi come dai giovani, dalle donne, dai bambini e dagli uomini
" Con queste parole in mente presi la decisione di vedere se mi fosse possibile praticare anche se mi trovavo in pessime condizioni fisiche
I risultati furono rassicuranti e trovai che mi era possibile praticare grazie all'oculata scelta di certi metodi
Avendo successo decisi di votare il resto della mia vita alla pratica del Karate"
Nel 1956 fu tra i fondatori della Nihon Karate-d Sh t kai insieme al proprio maestro, a Hironishi, Obata e Noguchi
La morte di Gichin Funakoshi colpì profondamente Egami che era presente, con i familiari del proprio maestro, al capezzale di quest'ultimo quando questi esalò l'ultimo respiro
Questo triste evento e gli accadimenti che caratterizzarono i giorni immediatamente seguenti furono la scintilla che spinse Egami a proseguire con ancor maggiore determinazione nella propria ricerca
Dopo la morte del M° Funakoshi, Shigeru Egami divenne istruttore capo dello Sh t kan, il d j del M° Funakoshi, nel frattempo ricostruito
Nel 1963, probabilmente stimolato dagli effetti del suo debole stato di salute, Egami scoprì tecniche che andavano oltre la mera esecuzione fisica, in particolare il t ate o colpo a distanza senza contatto fisico
Nel 1967, mentre conduceva una sessione di allenamento estivo all'Università di Chuo, fu colpito da attacco cardiaco e salvato in extremis grazie ad una tecnica di rianimazione applicatagli dal suo allievo Hiroyuki Aoki (futuro fondatore dello Shintaid )
Fu così che si trovò nuovamente per un lungo periodo confinato in un letto di ospedale
Questa esperienza però gli offrì una nuova visione delle cose
L'agonia della morte fisica provata per qualche minuto lo risvegliò ad un nuovo significato per la propria vita e per la pratica del Karate-d
Egli, a tal proposito scrisse: "Una volta sono morto
Sono già trascorsi più di tre anni da allora
Si è trattato di un attimo, forse di una decina di secondi
Ciò che ho capito in seguito è che si è trattato di una specie di attacco cardiaco
In quel fuggevole istante ho fatto un'esperienza straordinaria e preziosa
Le condizioni erano quelle di un uomo di fronte alla morte
Indicibile dolore, sofferenza, malinconia - non fu cosa facile né tantomeno paragonabile all'amore per l'isolamento - e poi afflizione, paura e angoscia messe insieme sì da diventare una cosa acuta, penetrante
La partecipazione emotiva fu pressoché assoluta, io che avevo sempre ostentato un abituale stato di calma
Anche la gioia di quando ritornai alla vita fu straordinaria: vedevo tutto splendere, fu un'impressione reale, fu la felicità di sentire la vita
Fu l'acme del piacere, tanto che era come se avessi dovuto parlarne con tutti
È probabile che estasi sia il termine più adeguato per questa esperienza che mi fu dato di fare nell'arco di dieci o venti minuti, poiché ho provato di persona la dignità nonché la gioia di vivere
Torniamo a quella decina di minuti
L'amicizia delle persone intorno, i mutamenti dello spirito e poi il prodigio dello scambio tra gli esseri, tra gli animi, tra i corpi: non sono sicuro di essere in grado di raccontare quel che mi fu concesso di apprendere
L'uomo non è fatto per vivere da solo; sostenuto da molti, similmente alla maglia di una fitta rete vive in relazione agli altri, attraverso lo scambio con gli altri
Ecco ciò che compresi
" Il destino gli concesse altri quindici anni di vita che egli dedicò integralmente alla trasmissione della Via tracciata dal suo maestro e da lui seguita e sviluppata
Inizialmente con gli scritti, poi con la sua presenza e la sua supervisione ai corsi, anni dopo attraverso la pratica adattata alla sua condizione fisica e all'età egli riuscì a trasmettere il suo metodo
Il 10 ottobre del 1980, durante una sessione d'allenamento per istruttori, le condizioni di salute del M° Egami si aggravarono e venne ricoverato in ospedale
Due giorni dopo fu colpito da emorragia cerebrale e da allora non riprese più conoscenza
Morì l'8 gennaio del 1981 in seguito a complicanze causate da una polmonite

Sosai Masutatsu Oyama

Nel 12 Luglio del 1923 in un villaggio della Corea del Sud chiamato Qa-Ryong-Ri Yong-chi-Myo'n Chul Na Do, vicino a Gunsan, nasce Sosai Masutatsu Oyama
Il suo nome originario era Young Li, ma dato che quando emigrò in Giappone gli fu imposto di adottare un nome giapponese, lo cambiò in Oyama, che significa "grande montagna"
All'età di 9 anni, dopo essere stato mandato in Manciuria alla fattoria di sua sorella, inizia a praticare le Arti Marziali, studiando la disciplina del Kempo cinese del Sud, conosciuta anche come tecnica delle "Diciotto Mani" (stile Shakuriki) sotto la guida del maestro Yi fino a raggiungere il grado di shodan
A 12 anni, ritorna in Corea, dove pratica un arte marziale coreana chiamata Taiken o Chabi, una sorta di miscuglio di Kempo, Kung Fu e Ju Jitsu
Nel 1938 a 15 anni Mas Oyama si trasferisce in Giappone sperando di entrare nella Yamanashi Youth Aviation Institute, una scuola di aviazione, per diventare un pilota, ma deve presto abbandonare il suo sogno a causa delle difficili condizioni di vita e delle sue origini coreane, ed è costretto a trovarsi un lavoro
Prosegue però il suo allenamento praticando il judo e la boxe, e il suo interesse per le arti marziali lo porta al dojo di Gichin Funakoshi, presso l'università Takushoku, dove inizia a studiare con dedizione il Karate Okinawa (oggi Karate Shotokan), facendo rapidamente progressi
All'età di 17 anni è già 2° dan, mentre all'età di 20 anni consegue il 4° dan
A questo punto si interessa più profondamente al judo, riuscendo in meno di quattro anni a raggiungere il grado di 4° dan
Il passo successivo fu l'ingresso nella Butokukai, l'accademia formativa dell'Arma Imperiale Giapponese, specializzata in guerriglia, spionaggio e combattimento a mani nude, dove Sosai passa 2 anni
Quando il Giappone venne sconfitto alla fine della seconda guerra mondiale, Mas Oyama, come molti altri giovani giapponesi, attraversa una crisi personale, aggravata anche dai contrasti con Ghishin Funakoshi, ma riesce ad uscirne con l'aiuto di So Nei Chu, un grande Maestro coreano che era stato allievo di Chojun Miyagi, il fondatore del Goju-Ryu Karate
So era famoso per la sua forza fisica e la sua spiritualità, ed ebbe una profonda influenza su di lui, insegnandogli l'inseparabilità del budo e i fondamenti spirituali del Buddismo
Dopo un paio d'anni di allenamento, il maestro So consiglia a Mas Oyama di dedicare la sua vita alle Arti Marziali e di ritirarsi nelle montagne per addestrare la sua mente e il suo corpo, fino a raggiungere la "Via Marziale"
A 23 anni, Mas Oyama incontra Eiji Yoshikawa, autore della novella "Musashi" (un libro da leggere per coloro che praticano le Arti Marziali), il quale ha dedicato la vita alla ricerca dei più famosi Samurai del Giappone
Sia la novella che l'autore aiutano Mas Oyama a capire il significato del Bushido (codice dei Samurai)
In quell'anno Oyama, si reca dal Maestro Minobu, nella Prefettura di Chiba, dove Musashi sviluppò il suo stile di combattimento con la spada: il Nito-Ryu
Così nel 1946 Oyama parte per l'addestramento, verso un luogo remoto sul monte Kiyosumi nella Prefettura di Chiba
Ad accompagnarlo c'era uno dei suoi allievi, Yashiro, e un amico, il signor Kayama, che provvedeva ai rifornimenti di cibo
Proprio quando attraverso un vigoroso allenamento Mas Oyama era riuscito a superare il problema dello stress mentale causato dalla solitudine, Yashiro cede e dopo 6 mesi abbandona il maestro
Oyama progettava di rimanere sulle montagne per 3 anni, ma la fuga dell'allievo è un duro colpo, che lo fa quasi desistere dall'impresa
Solo l'incoraggiamento di So Nei Chu, che lo esorta piuttosto a tagliarsi le sopracciglia per farsi passare la nostalgia di casa (Sosai non si sarebbe mai fatto vedere in giro conciato così!), riesce a convincerlo a restare e a proporsi di diventare il karateka più forte del Giappone
Ma dopo solo 14 mesi è costretto a rinunciare all'impresa, perché Kayama non può più sponsorizzarlo per cause di forza maggiore
Pochi mesi dopo, nel 1947, Mas Oyama mette alla prova il suo allenamento partecipando e vincendo alla sezione di Karate del Primo Torneo Nazionale delle Arti Marziali di Kyoto, un torneo senza esclusione di colpi
Così riesce a superare lo sconforto per non aver completato i tre anni di solitudine
Durante una rissa in un locale notturno di Tokyo, Oyama uccide il suo avversario e viene arrestato, processato ed assolto per "auto-difesa"
Decide quindi di dedicare la propria vita completamente alla Via del Karate
Così ricomincia, questa volta sul monte Kiyozumi, sempre nella Prefettura di Chiba
Questo posto viene scelto per lo sviluppo della progressione spirituale, ma anche fisicamente non si scherza: 12 ore di allenamento al giorno, senza giorni di riposo, stando sotto cascate gelate, rompendo le pietre del fiume con le mani, utilizzando gli alberi come Makiwara, saltando sopra le piante centinaia di volte al giorno
Tutto questo alternato allo studio dei classici antichi sulle Arti Marziali Zen, e della filosofia
Dopo 18 mesi Sosai scese pieno di fiducia in se stesso, e capace di prendere il controllo della sua vita
Nel 1950, iniziano i suoi famosi combattimenti con i tori, in parte per mettere a prova la sua forza e in parte per dimostrare al mondo il potere del suo Karate
La sua potenza è evidente: ha combattuto con 52 tori, uccidendone 3 al primo colpo e rompendo le corna di 49 di loro solo con colpi di lato con la mano
Con questo non si vuole certo dire che sia stato facile per lui
Oyama amava ricordare il risultato del suo primo tentativo contro un toro infuriato
Nel 1957 in Messico, all'età di 34 anni, è stato quasi ucciso da un toro che lo infilzò alla schiena, anche se, in qualche modo, Oyama è riuscito a tirarlo a se e gli ha rotto le corna
Dovette rimanere a letto per circa 6 mesi a causa della gravità delle ferite riportate
Oggi, ovviamente, qualche gruppo di animalisti potrebbe avere qualcosa da ridire a proposito di queste dimostrazioni, malgrado quegli animali fossero comunque destinati al macello
Nel 1952, si trasferisce negli Stati Uniti per un anno, dando dimostrazione del suo Karate dal vivo e sulla televisione nazionale
Durante gli anni successivi, riceve numerose sfide da pugili, thai-boxer, lottatori di wrestling, dominando su tutti, vincendo contro circa 270 diversi sfidanti
La maggior parte di queste persone vengono addirittura sconfitte con un solo pugno e i combattimenti non duravano più di tre minuti, in alcuni casi solo qualche secondo
Il suo principio di combattimento è semplice: "se riesce ad arrivare fino all'avversario


è fatta
Se ti colpisce ti rompe
Se blocchi un suo pugno alle costole, il tuo braccio si rompe o si sloga
Se non lo blocchi, la tua costola si rompe"
Arriva ad essere conosciuto come "La Mano di Dio", "L'uomo più forte sulla faccia della terra", una manifestazione vivente del più grande guerriero Giapponese Ichi Geki, Hissatsu o, ancora, "Un colpo, morte sicura"
Per lui, quello era il vero scopo del Karate
L'eccessivo lavoro di gambe e le tecniche complesse erano secondarie, nonostante fosse conosciuto anche per la potenza dei suoi calci alla testa
E' durante una delle sue visite negli Stati Uniti che Mas Oyama incontra Jacques Sandulescu, un gigante (190 cm
e 190 Kg
di muscoli), Rumeno che, un tempo, era stato fatto prigioniero dall'esercito Russo all'età di 16 anni e inviato a lavorare nelle miniere di carbone per due anni
I due diventano amici, restando tali per tutta la durata della vita di Oyama
Jacques rimane tutt'oggi un elemento di spicco della IKO(1)
Nel 1953 Mas Oyama apre il suo primo "Dojo" a Mejiro, Tokyo
Nel 1956 apre il suo primo vero dojo fu aperto in uno studio dietro l'università Rikkyo, 500 dall'attuale Honbu Dojo (il quartier generale)
Nel 1957 c'erano già 700 membri, nonostante l'alto numero di defezioni a causa del duro allenamento (in quel periodo la forza del suo Karate era a uno dei suoi livelli più alti e di conseguenza anche l'allenamento era molto severo)
Molti dei suoi studenti erano membri di altre discipline, arrivati al suo dojo interessati al jis-sen kumite (combattimento a contatto pieno), e Oyama, sotto il consiglio di Kenji Kato, sceglie di comparare i diversi stili e costruire la sua propria disciplina attraverso la scelta di quelle tecniche e di quei concetti che riteneva essere i migliori e i più"utili in un vero combattimento, non limitandosi solo al karate, ma analizzando tutte le Arti Marziali
E così da un evoluzione del suo karate nacque il Kyokushin Karate
I praticanti del Dojo di Mas Oyama concepiscono il combattimento in modo molto serio, guardandolo prima di tutto come arte da combattimento
In questo modo si aspettano di colpire ed essere colpiti
Con poche restrizioni, l'attacco alla testa diviene una cosa del tutto normale
Prese, proiezioni, colpi alle costole diventano comuni
I combattimenti si ripetono finché uno dei due combattenti non viene battuto
Gli infortuni in combattimento diventano una cosa quotidiana e la percentuale di abbandono cresce vertiginosamente (oltre il 90%)
Inoltre vengono indossati dei do-gi non tradizionali ed è possibile indossare quello che si vuole
La prima "Scuola di Oyama" fuori dal Giappone venne aperta nel 1957 da Shinhan Bobby Lowe alle Hawaii, dove Oyama aveva dato nel 1952 la sua dimostrazione
In quella occasione Shinhan lo aveva incontrato e si era accordato per allenarsi con lui
Il padre di Shinhan era un istruttore di Kung Fu, e quindi Bobby era molto preparato nelle Arti Marziali cinesi
Inoltre aveva sperimentato ogni disciplina che aveva conosciuto: a 23 anni aveva ottenuto il 4° Dan in judo, il 2° Dan in Kempo e lo shodan in Aikido, ma la dimostrazione della potenza di Oyama lo aveva stupito, tanto che decise di andare a Tokyo per allenarsi con lui per oltre 1 anno e mezzo
Così Shinhan Bobby Lowe divenne il primo "uchi-deshi" (studente a vita) del Kyokushin, una tradizione che sarebbe cresciuta e conosciuta più tardi come "Wakajishi" o "I Giovani Leoni di Mas Oyama", secondo cui un ristretto e selezionato gruppo di allievi era scelto ogni anno perché si dedicassero al Karate per mille giorni
Nel 1961 Mas Oyama apre il suo Dojo a Los Angeles, il Los Angeles Dojo
Nel 1963 iniziò la costruzione del Quartier Generale Mondiale che venne aperto ufficialmente nel 1964
In questa occasione Mas Oyama coniò per il suo karate il titolo di Kyokushin o "Ultima Verità", per celebrare l'inizio della sua diffusione nel globo in oltre 120 paesi, con oltre 10 milioni di membri che la hanno resa una delle più grandi organizzazioni di Arti Marziali del mondo
E' superfluo dire che una disciplina è solo forte quanto lo sono gli allievi che la rappresentano
Quindi è responsabilità di tutti quelli che hanno scelto di seguire Sosai, di allenarsi duramente e di forgiare uno spirito indomabile, affinché la reputazione di potenza nel Kyokushin Karate possa essere riconosciuta da chiunque per molti anni
Nel Luglio del 1966 viene fondata l'IKO per il Nord America, nel 1968 per l'Europa, nell'Agosto dello stesso anno per il Mezzo-Est e nell'Ottobre quella per il Sud Pacifico
Nel Febbraio del 1969 viene fondata l'IKO per il Sud Africa, in Aprile quella per il Sud-Est dell'Asia
Nel 1969 organizza il primo KyokushinKai All Japan Karate Tournament
Nel 1970 Mas Oyama tiene la Prima Conferenza IKO per gli Stati Uniti a Los Angeles
Presidente Tadashi Nakamura, Vice Presidente Stephen Senne
Nel Giugno del 1971, il Dojo di New York diventa la sede principale per gli Stati Uniti
Nel 1972 organizza la seconda edizione del campionato mondiale World Union Karate-Do Organization (W
U
K
O
) a Parigi
Nel Febbraio del 1973, Mas Oyama arriva negli Stati Uniti incontrando i responsabili dei vari Dojo, riuniti per l'occasione nel Dojo di Don Buck
In questa circostanza Oyama li incoraggia ad inviare i loro migliori combattenti al 1° Torneo Mondiale di Karate Open
Nel 1974 Mas Oyama riceve il grado di 9° Dan dai più importanti responsabili dell'organizzazione sparsi in tutto il mondo
Stephen Senne riceve il 4° Dan da Mas Oyama e Don Buck
Nel 1975 si tiene il 1° Torneo Mondiale di Karate Open
Nel Settembre del 1989, Mas Oyama nomina Don Buck come Presidente della IKO per gli Stati Uniti
Tristemente, Sosai Mas Oyama muore il 19 Aprile del 1994 a causa di un cancro al polmone (come non fumatore), all'età di 70 anni, nominando il Akiyoshi Matsui (attualmente 8° Dan) a capo di un organizzazione confusa che poi si sarebbe divisa in tre parti: l'IKO(1), sotto la guida di Shinhan Akiyoshi Matsui, l'IKO(2), sotto la guida di Shinhan Yukio Nishida e l'IKO(3), sotto la guida di Shinhan Yoshikazu Matsushima
Questa scelta ha generato diverse ramificazioni all'interno del mondo del Kyokushin, sia politiche che economiche, che, tutt'ora, non sono state risolte
Alla fine, il risultato potrebbe essere una frammentazione incontrollabile del Kyokushin Kai, molto simile a quello che è stato per lo Shotokan che ora, a confronto, sembra avere la meglio
Ogni gruppo asserisce di essere il solo e unico erede del Kyokushin Kai di Mas Oyama sia a livello spirituale che finanziario
Qualcuno ha persino detto che il Kyokushin non può continuare ad esistere senza Mas Oyama
Resta certo che tutti i gruppi del Kyokushin Kai, incuranti della loro ultima alleanza, dovranno, comunque, mantenere gli standard posti dal grande Mas Oyama

Mamoru Yamamoto

Il M° Yamamoto è nato il 6 Gennaio 1938 a Tokio, ha iniziato la pratica del Karate a quattordici anni presso il dojo del famoso M° Gogen Yamaguchi; a 16 anni è già 1° Dan ed istruttore nel Dojo stesso
A 18 è 2° Dan e, particolarmente dotato per il combattimento, è per due volte consecutive campione di Kata e Kumite Goju Ryu
3° Dan a diciannove anni, nella prestigiosa gara nazionale "all Japan" è campione del Giappone classificandosi primo nel Kumite e nel Kata per il suo stile, nella coppa dedicata ai Maestri Miyagi e Funakoshi
Dai 20 ai 25 anni partecipa a tutte le competizioni di stile classificandosi invariabilmente al primo posto; 4°Dan a 25 anni, 5° dan a 26, è al seguito di Gosei Yamaguchi negli USA quando questi vi si reca per diffondere lo stile oltre oceano
Tra i suoi allivi figura il ben noto Peter Urban
Al rientro in Giappone, è lo stesso Yamaguchi ad autorizzarlo all'insegnamento in proprio e Yamamoto seguito da oltre cinquanta cinture nere fonda la sua organizzazione, la "Zen Nihon Karatedo Kai" divenuta poi "I
K
O
" (International karatedo Organization) di cui il M° Evangelista è il massimo rappresentante Europeo
Subito numerose le adesioni al nuovo organismo di stile da Hong Kong, New York (Urban, Merriman, Aaron Banks, Bob Dajani), dall'Australia (Brian Mackie, Ian Poteager, Alan Burdett), Singapore, Malaysia, Italia, Inghilterra, Taiwan




Laureato in Economia e Commercio alla Hosei Daigaku University il M° Yamamoto ha praticato anche Judo, Aikido e Kendo
Nel Karate e nelle arti marziali in genere, egli ama ripetere, l'aspetto più importante da sviluppare è la forza interiore che deve accompagnarsi al rispetto - per se stessi e per gli altri - ed a grande volontà e serietà

Gogen Yamaguchi

Gogen Yamaguchi, hanshi 10° dan nacque a Kagoshima, in Giappone, nel 1907 e morì nel 1989
Yamaguchi sensei è il fondatore del goju ryu giapponese e del Goju kai, noto come "Il Gatto" presso i suoi allievi occidentali, che lo soprannominarono così per via dei lunghi capelli e dei movimenti veloci e felini
Un'altra fonte racconta che gli ufficiali americani che studiavano con lui lo chiamavano così perché scivolava silenziosamente sul pavimento del dojo senza che essi riuscissero a sentirne i passi quando si avvicinava loro arrivando da dietro
In ogni caso, il nome rimase e lo accompagnò per tutta la sua carriera di karateka
Se guardiamo le immagini degli anni 60, possiamo notare che aveva le sembianze e il carisma di un guru spirituale e in effetti divenne una leggenda già in vita
Non era tanto alto: 1 metro e 67 per 72 kg circa, ma dava l'impressione di essere molto più grande e potente
Sorrideva raramente e i suoi occhi assomigliavano a quelli di una tigre
Aveva tre figli e due figlie, tutti cinture nere di karate
Nel 1964 Yamaguchi aiutò a costituire la All Japan karate do federation, che riuscì a unificare alcuni dei principali stili di karate come lo shotokan e il wado ryu
Il goju ryu karate e la Goju kai Nel corso della sua lunga carriera contribuì in modo significativo all'evoluzione del karate giapponese
Si deve a lui lo sviluppo del jiyu kumite o combattimento libero, che venne poi adottato nelle competizioni
Yamaguchi pensava che il sistema originale di goju di Okinawa fosse troppo statico e che la pratica del kata e gli esercizi di sparring inibissero gli studenti nel creare combinazioni durante il kumite, impedendo loro di proseguire l'azione quando l'avversario presentava un'apertura nella propria difesa
Sviluppò così certe tecniche che furono poi ampiamente usate nel kumite
Lo stile goju ha origine nell'isola di Okinawa (Giappone) che si trova a circa 300 miglia a sud della principale isola giapponese
Kanryo Higahonna (1851 -1915), il praticante più anziano del Nahate, andò in Cina nel 1891 e studiò uno stile cinese
Chojun Miyagi (1888-1953), il successore di Higahonna a Okinawa, studiò gli stili nativi di Okinawa e il Nahate con Higahonna
Negli anni '20 Miyagi sviluppò ciò che aveva imparato da Higahonna e fondò il karate goju ryu
La parola goju significa "duro e morbido" e sottolinea l'importanza data in questo stile sia alle tecniche dure che a quelle morbide, senza le quali non sarebbe possibile un completo adattamento a ogni possibile situazione nella lotta
Miyagi usava concetti tratti da un libro cinese intitolato Bubishi, ovvero "Spirito dell'arte marziale"
Il testo era un un libro mistico tenuto in grande considerazione dai maestri okinawensi
In effetti, il nome goju deriva dagli otto poemi del pugno contenuti nel Bubishi
Con il goju Miyagi voleva combinare movimenti duri o forzati con movimenti morbidi o cedevoli, complementari fra loro
Questo concetto orientale che unisce le forze opposte della natura è chiamato anche yin e yang in cinese o in e yo in giapponese
Nel 1929 Miyagi visitò il Giappone su richiesta di Yamaguchi sensei e insegnò all'Università Ritsumeikan di Kyoto, dove Yamaguchi aveva fondato il Ritsumeikan dojo
Miyagi in seguito nominò Gogen Yamaguchi capo del goju ryu in Giappone
Yamaguchi costituì l'All Japan karate do goju kai nel 1930
L'emblema del Goju kai di Yamaguchi è probabilmente ispirato al pugno di Miyagi sensei
Nel 1939, a causa della politica espansionistica giapponese, Yamaguchi dovette lasciare la sua scuola Goju kai per andare in Manciuria come ufficiale del governo giappponese
Alla fine della guerra, i russi avevano riguadagnato il controllo sulla Manciuria e Yamaguchi fu preso prigioniero
Inizialmente scelto per lavorare nei campi di lavoro forzato russi, quando i suoi guardiani scoprirono che era un maestro di karate, lo scelsero per insegnare il karate ai soldati russi
Finalmente fu rilasciato nel 1945 e tornò in Giappone
Dopo la guerra, Yamaguchi si impegnò a ricostruire l'organizzazione della Goju kai
Le forze alleate avevano messo fuori legge la pratica delle arti marziali durante l'occupazione
Tuttavia, il karate non era molto noto agli occidentali a quel tempo, e non fu bandito come le altre discipline
Il singolare modo di presentarsi di Yamaguchi e i vecchi valori tradizionali dei samurai lo aiutarono a espandere lo stile e la Goju kai in Giappone
Inoltre, l'occupazione portò molti ufficiali in Giappone
Alcuni di essi cominciarono a studiare il karate nel dojo di Tokyo di Yamaguchi sensei
Quando finirono il loro periodo di ferma in Giappone, portarono lo stile con loro negli Stati Uniti
Tutto ciò contribuì a espandere massicciamente la Goju kai all'estero
Più tardi, Yamaguchi riuscì a far ammettere il goju ryu come arte marziale nel Dai Nippon Butotukai o Associazione delle virtù marziali del grande Giappone, il corpo ufficiale che governava le arti marziali giapponesi a quel tempo
Yamaguchi era famoso per il suo Seishin renshu o allenamento dello spirito, sul monte Kurama in Giappone
Yamaguchi, che era un prete shintoista e praticava anche yoga, dava grande enfasi all'allenamento all'aperto per realizzare l'armonia con la natura
Il seishin renshu di Yamaguchi consisteva nella meditazione sotto una cascata nell'acqua gelata dell'inverno
Utilizzava i rituali shintoisti per tributare rispetto ai kami o spiriti e dei della natura, usando particolari posizioni delle mani per chiamare i kami, i kuji giri o kuji ho con i quali creava consapevolezza spirituale e concentrazione
Mentre meditava sotto la cascata eseguiva anche i movimenti del Tensho kata
Usava questa forma di shugyo o "allenamento severo", per purificare e rafforzare lo spirito
Non solo, l'idea di Yamaguchi era di combinare gli elementi dello shugyo, della meditazione e i concetti della respirazione dal kata Sanchin per realizzare l'unità spirituale nell'allenamento del karate
In Giappone la Goju kai ospitava un campo estivo di allenamento ogni anno dove si svolgeva di regola un duro lavoro e un allenamento severissimo
Oltre al kata e al kumite si praticava il tameshi wari, il test di forza nel quale si rompono tavole di legno o tegole e che mostra la potenza del karate e l'uso appropriato della tecnica
In questi campi i praticanti di goju indossavano hachimachi o bandane che nella cultura giapponese aveva il significato di duro lavoro
Nel 1950 il quartier generale della Goju kai fu trasferito da Kyoto a Tokyo, il che ebbe come effetto una notevole espansione dello stile sia in Giappone che nel resto del mondo
Verso il 1970 il sistema di goju di Yamaguchi divenne uno degli stili principali di karate
Fu in quel periodo che la Goju kai raggiunse la massima popolarità, annoverando più di 450
000 membri
Dopo la morte di Yamaguchi sensei nel 1989, l'organizzazione Goju kai passò al figlio più giovane, Goshi, il quale prese le redini dell'organizzazione I
K
G
A e J
K
G
A diventandone presidente
Da "SAMURAI" anno 8 n
5 1997 Il M° Yamaguchi fu il primo Sensei Goju che ebbe il M° Evangelista in Giappone

Yoshinao Nanbu

Yoshinao Nanbu nasce a Kobe il 13 febbraio 1943
In quegli anni le arti marziali in Europa, a parte lo Judo e Io Ju-Jitsu, erano in pratica sconosciute
Qualche anno più tardi in Giappone il loro studio fu persino proibito dall'armata d'occupazione
Questo divieto però non impedì ai Maestri dell'epoca di dare lezioni segretamente nei Dojo nascosti
Questa ferrea volontà, nonostante l'oppressione esistente, di proteggere i principi di un uso millenario, permetterà in un certo qual modo alla generazione di Maestri odierna di sviluppare le scuole e di promuovere i metodi e di creare delle strutture solide, propagando così la cultura del Budo nel loro paese
Yoshinao Nanbu a dire il vero è cresciuto in un ambiente nel quale si privilegia il Budo
Il Suo Bisnonno era un rinomato Sumatori Yoko Zunai, e suo padre (5 Dan) dava dei corsi di Judo al Dojo della polizia della città di Kobe e nella regione Kansai
Questo ambiente favorevole e le predisposizioni per le arti del combattimento saranno dei vantaggi incontestabili per l'evoluzione della sua carriera
Però, nonostante tutto, ancora bambino, le sue ambizioni sportive non corrispondono ai progetti di suo padre che aveva riconosciuto in lui delle vere qualità
Così ci volle tutta la sensibilità di questo professore di Judo per persuadere il giovane, di natura molto discreta ma veramente testardo, che solo il Budo poteva rispondere alle sue esigenze ed esaudire le sue ambizioni sportive
Considerando i principi del patriarcato, potenti e scrupolosamente rispettati nel Giappone, si può capire che il padre in questa circostanza, fedele all'educazione tradizionale, abbia dovuto ridimensionare la sua autorità
Guidato da saggezza paterna vediamo l'ostinato giovane sulle orme della sua illustre famiglia inizia la sua formazione di budoka con l'insegnamento dello Judo, impartitogli dal padre, e ammesso alla scuola comunale sotto la guida di suo zio impara il Kendo
L'educazione nelle arti marziali fa parte integrante della sua educazione e Yoshinao senza molte difficoltà, ma solo con molta costanza, ottiene grandi risultati
Entusiasta e deciso a terminare la sua formazione, continua le sue ricerche con ardore sconfiggendo i Dojo del vicinato e impara le tecniche di Kobudo
Arriva così il momento degli studi seri
L'ammissione alla facoltà di scienze economiche di Osaka
Yoshinao Nanbu ha 18 anni
All'università di Osaka
come d'altronde in tutte le altre Università, la pratica di un'attività sportiva è obbligatoria e definitiva
Cambiare la scelta comporta sanzioni severissime
quale l'espulsione dall'Università
Yoshinao sceglie il Karate e segue i corsi del Maestro Tani (8 Dan) e del Maestro Tanaka, il quale applica il metodo Shito-Ryu
I suoi brillanti studi e i successi nelle arti marziali provocano ammirazione e rispetto che gli valgono la nomina a Capitano della squadra di Karate
Durante questo periodo, parallelamente allo studio delle arti marziali, Yoshinao contribuisce attivamente alla formazione del suo carattere e della sua volontà
Solo il rigore della sua educazione l'aiutano nel difficile compito e suscitano in lui il rifiuto di facilitazioni: oltre all'allenamento quotidiano, egli s'impone esercizi durissimi onde sorpassare i limiti fisici
Questa personalità riservata e considerevolmente dotata, nella quale si riscontra pure un istinto bellicoso, ottiene nel 1963 il meritato compenso: tra 1250 concorrenti Yoshinao è consacrato Campione Universitario del Giappone
Insieme alle felicitazioni, agli incoraggiamenti e le ricompense, il laureato riceve ufficialmente la medaglia al gran merito da parte del Direttore dell'Università Waseda e responsabile dell'Associazione degli studenti Maestro Ohama
Raggiunta quella meta, è 1'educazione eccezionalmente ricca e rigida che decide dell'avvenire di Yoshinao
Gli acquisti educativi e intellettuali d'un lato e suo carattere intuitivo dall'altro, l'aiutano a prendere conoscenza della sua vocazione e ad elaborare i progetti futuri
Un giorno, durante una discussione di famiglia, egli spiega che il suo dovere è di partire verso altri orizzonti, far conoscere le sue esperienze di Karate e continuare le ricerche
L'occasione gli si offre per concretizzare questi obiettivi: la sua profonda motivazione associata alle sue recenti prestazioni, attirano e seducono il Maestro Henri Plee, promotore del Karate francese
Questi invita il nostro impetuoso campione nel suo Dojo di Montagne St
Geneviève
Da allora i successi si susseguono con numerose competizioni disputate, nelle quali Yoshinao vince la coppa di Francia nel combattimento individuale e la Coppa Internazionale di Cannes per la quale concorrevano atleti di ben sette nazioni
La gloria e gli onori ottenuti con queste vittorie assicurano la notorietà a questo non comune combattente, che si fa apprezzare velocemente nell'ambiente specializzato
I campioni dell'epoca, francesi ed europei ammirano questo giapponese prodigioso nell'arte della "spazzata" (disequilibrio della gamba o gambe con relativa caduta dell'avversario) e devastatore con il suo calcio circolare
Tutti questi combattimenti sono stati vinti nello spirito guerriero, che ricorda quello dei Bushi dell'epoca feudale giapponese
Infatti, ad ogni combattimento Yoshinao deve confermare la sua supremazia di campione: per lui è una questione d'onore
Una sola sconfitta l'avrebbe spinto a commettere Seppuku (suicidio; durante tale periodo Yoshinao non si separa mai dal Tanto, piccola sciabola corta giapponese)
Non può essere negato, e bisogna ammetterlo, che la potenza del suo spirito, sorprendente per noi occidentali, è emanata essenzialmente dal suo atavismo
Ma da questo momento Yoshinao modifica le sue attività, considerando che il suo compito sia diventato quello di un professionista
Nel 1968 ritorna in Giappone per incontrarsi con numerosi maestri che visita ad uno ad uno
Il loro contatto lo arricchirà notevolmente nella tecnica
Malgrado la sua grande conoscenza in materia, il potenziale di creatività con entrata in lui non avrebbe potuto manifestarsi oggi senza questo studio approfondito della scienza del Budo
Quello stesso anno Tani Sensei gli detta delle direttive e, cosciente dell'evidente carisma del suo protetto, gli affida la missione di sviluppare lo Shukokai in Europa
Evidentemente le considerazioni e i sentimenti di gratitudine manifestati allora da Yoshinao non potevano lasciare insensibile il Maestro Tani che trovò in lui per questo genere di operazioni, l'istigatore ideale
Forse perché questo metodo è sufficientemente orientato alla competizione Acconsentendo alla volontà del Maestro Tani, Yoshinao inizia l'enorme lavoro sforzandosi di creare le strutture europee del Shukokai
Svolge questa missione con successo moltiplicando le dimostrazioni e i corsi in molti paesi
Poi però, a discapito della tradizione secolare perpetuare l'insegnamento del Maestro, Yoshinao infrange le regole e interrompe, rispettando le forme di cortesia, tutte le relazioni con il suo Sensei che in seguito lo rinnegherà
Si sa quanto furono stretti i legami ed i rapporti tra Yoshinao ed il Maestro Tani
Inoltre ci si può chiedere come mai
quale promotore dello Shukokai e responsabile di questa istituzione in Europa, Yoshinao abbia potuto sottrarsi a questa scuola e trasgredire la deontologia dei grandi Maestri
Partendo da due spiegazioni può essere intravista una trama logica e comprendere così la motivazione e natura di quest'azione
La prima spiegazione sta nel fatto che Yoshinao è arrivato a un livello tale di pratica da poter constatare che il lavoro rigido e sincopato, che impiega forza contro forza, è a livello concettuale incompleto e contraddittorio con l'idea del non dualismo
Yoshinao desiderava sviluppare con il suo Maestro, che però non l'approvava, un lavoro basato sulla schivata ed il contrattacco più potente che non il bloccaggio, d'altronde nocivo per il corpo umano
Conoscendo la formazione del suo allievo, il Maestro Tani evidentemente era costernato dal ragionamento e da quello che poteva nascere
Onde tranquillizzare la sua coscienza Yoshinao era dunque costretto a partire
La seconda spiegazione è data dall'analisi personale di Yoshinao Nanbu: cercare di conciliare ciò che sembra inconciliabile, il passato ed il presente, lo spirito e la materia
La vocazione di Yoshinao può essere definita quale ricerca immateriale che si perde nella notte dei tempi
Nella sua personalità, infatti, si nasconde una doppia identità in evoluzione permanente che fluttua al ritmo del tempo all'immagine di Ying e Yang
La filosofia applicata da Yoshinao si riassume così: l'esperienza deve essere vissuta
niente è fisso e formale, tutto si muove, solo la storia resta
Questa concezione fa parlare i giornali dell'epoca
Essa viene discreditata da certi moralisti che la considerano l'antitesi del Budo
Ma
considerata la sua notorietà tutto gli è permesso
Yoshinao non si lascia intimidire e sfidando il biasimo della coscienza collettiva crea il suo proprio metodo, il Sankukai che propaga attraverso tutti i continenti
A 27 anni con il Sankukai egli scopre durante le sue tournée internazionali l'entusiasmo dei praticanti per questo nuovo stile che è accolto con molto interesse
Non concedendosi alcun riposo e con una traboccante energia, egli moltiplica i corsi e le dimostrazioni, partecipa a conferenze sul Budo durante le quali spiega le basi del suo Ryu

Chojiro Tani

Chojiro Tani (nato nel 1921),fu il fondatore di karatè Shukokai, ha cominciato il suo cammino con lo Shito Ryu, di conseguenza, lo Shukokai ha molti degli stessi principi dello Shito Ryu
Tani ha iniziato il suo addestramento alla scuola di Gojo di karatè
Nel 1940 ha cominciato ad insegnare sotto il maestro Mabuni lo Shito Ryu e nel 1948 ha aperto la scuola di karatè Shokukai nel suo paese di nascita Kobe, Giappone
Fuori del Giappone lo stile di Shukokai pricipalmente si è sparso successivamente in Europa e poi negli Stati Uniti d'America
Lo Shukokai può essere riconosciuto dalle relative posizioni ed enfasi relativamente forti sulla velocità
Questo stile di Karate scientifico è frutto di uno studio delle tecniche al computer e per tanto molte tecniche sono abolite e limita i colpi all'essenziale
Lo Shukokai introduce nello studio delle tecniche lo "Shock" ossia quel colpo d'anca frustato proveniente dalla spinta del piede sul pavimento
"Il senso per tutti" è la traduzione di SHUKOKAI

Masatoshi Nakayama

Il Maestro Masatoshi Nakayama, 10 Dan, è da considerarsi in assoluto uno dei più grandi maestri nella storia del Karate moderno, ovvero post Funakoshi
Capo Istruttore della J
K
A

con lui si sono allenati, perfezionati e diventati grandi maestri come Tanaka, Shirai, Kanazawa, Kase etc… Nato nel 1913 inizia la pratica del Karate nel 1931 sotto la guida di Gichin Funakoshi
Nel 1937 si laurea presso la Takushoku University, dove successivamente diviene docente e responsabile del settore di educazione fisica
Si reca a Pechino, dove inizia lo studio delle arti marziali cinesi (kung-fu), oltre che della lingua cinese vera e propria
Nel 1955 diviene Istruttore Capo della J
K
A

Il Maestro Nakayama ha insegnato in Asia, in Europa ed in America
E' deceduto nel 1987
Karate-do: scritto del Maestro Masatoshi Nakayama Stabilire chi vince o chi perde non è lo scopo ultimo del Karate-do
Questa è un'arte di autodifesa a mani nude in cui braccia e gambe vengono preparate sistematicamente al punto che l'attacco improvviso di un avversario possa essere controllato con un'efficacia non dissimile da quella che possono dispiegare le armi moderne
Il Karate-do è un'attività fisica che rende il karateka padrone di tutti i movimenti del corpo come il piegarsi, il saltare, il rimanere in equilibrio ed il muovere gli arti ed il corpo in avanti e indietro, a destra ed a sinistra, verso l'alto e verso il basso, liberamente ed uniformemente
Le tecniche del karate-do vengono controllate dalla forza di volontà del karateka e giungono al bersaglio naturalmente e con precisione
L'essenza della tecnica del Karate è il kime
Kime significa eseguire un attacco esplosivo diretto al bersaglio impiegando la tecnica appropriata e la massima potenza nel lasso di tempo più breve
Molto tempo fa era in uso l'espressione "ikken hissatsu" che significa "uccidere in un sol colpo", ma dedurne che lo scopo del karate sia quello di uccidere è pericoloso oltre che errato
Il kime può essere effettuato percuotendo, colpendo di pugno o di calcio, ma anche parando
Una tecnica carente di Kime non può in nessun modo venir considerata vero Karate, e non importa quanto questa esteriormente possa sembrare tale
Le gare non fanno eccezione; tuttavia è contrario alle regole giungere al contatto vero e proprio per il pericolo che ciò comporta
Sun-dome significa arrestare la tecnica appena prima del contatto col bersaglio (un sun equivale a circa 3 centimetri)
Ma l'esecuzione di una tecnica senza kime non è vero Karate e, di conseguenza, il problema consiste nel come sanare la contraddizione che sussiste tra kime e sun-dome
La risposta è questa: il bersaglio si stabilisce convenzionalmente appena prima del punto vitale dell'avversario
Lo si potrà allora colpire, controllando nello stesso tempo il colpo, senza arrivare al contatto
L'allenamento trasforma le varie parti del corpo in altrettante armi che possono venir impiegate liberamente e con efficacia
Ma la qualità necessaria tutto questo è l'autocontrollo
Per vincere occorre innanzitutto vincere se stessi

Sensei Masatoshi Nakayama

Chojun Miyagi

Proveniente da una nobile famiglia, il maestro Chojun Miyagi (1888-1953) potè dedicare tutta la sua vita allo studio del Naha-te
Oggi sappiamo che egli fu l'unico fra gli allievi del maestro Higashionna a ricevere un insegnamento completo
Grazie alla fiorente attività commerciale di famiglia, e volendo emulare il maestro Higaonna, anche Miyagi si recò a Fuchu nel 1915 per imparare le arti marziali cinesi
Tornato ad Okinawa, iniziò ad insegnare a Naha, sua città natale, e più tardi iniziò ad insegnare anche alla polizia della Prefettura di Okinawa e nelle scuole superiori
La principale preoccupazione del maestro Miyagi fu quella di dare al Naha-te la stessa dignità delle arti marziali giapponesi, come il judo ed il kendo
A questo scopo, si recò spesso in Giappone presso l'Università di Kyoto e la Ritsumei Kan per far conoscere la sua arte
Nel 1929 il maestro Miyagi fu invitato a Kyoto per un gran convegno di tutte le arti marziali giapponesi
Non potendo presenziare, questi chiese ad uno dei suoi allievi, Jinan Shinsato, di rappresentarlo
A Kyoto i diversi esperti, venuti a fare delle dimostrazioni, appartenevano tutti a scuole con nomi altisonanti
Quando chiesero a Shinsato quale fosse lo stile che rappresentava, lì per lì egli non sapeva rispondere
Se avesse ammesso che non era stato adottato un nome preciso, il prestigio del Naha-te ne avrebbe sofferto e lui avrebbe fatto la figura di un semplice amatore agli occhi degli altri praticanti
Allora, pensandoci rapidamente, Shinsato battezzò il suo stile "Hanko Ryu" ossia "scuola metà dura"
Ritornato ad Okinawa Shinsato raccontò la sua avventura al maestro Miyagi
Questi capì che doveva dare un nome alla sua scuola in modo che essa fosse riconosciuta allo stesso livello delle altre arti marziali giapponesi
Si ricordò allora di un verso del kempohakku ("gli otto poemi del pugno", che costituiscono un capitolo del Bubishi): ho wa goju o tondosu (tutto nell'universo respira duro e morbido) e adottò ufficialmente il nome di Goju Ryu (Go: forza, Ju: morbidezza) per il suo stile
Nel 1933 Chojun Miyagi fu il primo maestro della storia del karate a ricevere il titolo onorifico di kyoshi da parte della Dai Nippon Butokukai (la più grande organizzazione di arti marziali d'anteguerra riconosciuta dal governo giapponese)
La creazione di un metodo d'insegnamento specifico per il karate fu, senza dubbio, il più prezioso contributo che egli diede allo sviluppo del karate
Allora non esisteva ancora alcun metodo d'insegnamento di gruppo anche se i maestri Itosu e Higaonna avevano già introdotto l'arte del karate negli istituti pubblici
D'altra parte la maggior parte dei maestri si accontentava di insegnare in segreto a pochi allievi selezionati
Il maestro Miyagi, prevedendo il futuro sviluppo del karate, introdusse nel suo insegnamento il Daruma Taiso (esercizi di riscaldamento e preparazione alle tecniche di base), e creò i Fukyu kata (kata elementari per principianti) ed il kata di respirazione Tensho, modificando inoltre in modo radicale il kata Sanchin
Queste novità sono di una importanza storica: esse segnano una tappa decisiva verso un insegnamento unificato e codificato del karate
Il maestro Miyagi morì il giorno 8 ottobre 1953 lasciando la sua opera incompiuta
Fra i suoi allievi ricordiamo Seko Higa, Seikichi Toguchi, Meitoku Yagi ed Eiichi Miyazato

Kenwa Mabuni

Kenwa Mabuni nacque il 14 novembre 1889 a Shuri di Okinawa, un tempo detta Ryu Kyu
Le origjni della sua famiglia sono nobili e derivano da un famoso guerriero del XV° secolo chiamato Oshiro Kenyu
Nella sua giovinezza Mabuni Kenwa era di costituzione delicata cosi', sognando i racconti delle prodezze dei suoi antenati e colmo di ammirazione per il loro coraggio, decise di formarsi un fisico forte e resistente
1905 _ Divenne allievo del celebre Maestro ANKO ITOSU, dal quale imparo' lo SHURITE
1908 _ Conobbe grazie al suo amico MIYAGI CHOJUN, fondatore del Goju Ryu, il Maestro HIGAONNA
KANRYO che gli insegno' l'arte del NAHATE
Citeremo alcune parole proferite dal Maestro Mabuni Kenwa: Higaonna ando' molte volte nel sud della Cina dove studio' tecniche di FUKKENHA KENPO e poi me le insegno'
Le trovai decisamente diverse da tutto quello che avevo imparato: fino a quel momento
" Successivamente divenne poliziotto e, in quel periodo, conobbe alcuni grandi maestri come ARAGAKI dal quale imparo' tecniche di Bo Jutsu, TAWADA che gli insegno' il Sai Jutsu e SOEISHI da cui apprese Sopisci Ryu Bo Jutsu, infine pratico' anche JUDO
1915 _ Dopo che ebbe imparato tutte le tecniche di Okinawa dai Maestri Higaonna e Itosu, ricevette il diploma che lo qualificava come MAESTRO
1916 _ Apri' la sua prima palestra presso la sua abitazione ed inizio' con pochi allievi, ma nel giro di un anno gli allievi arrivarono a superare la cinquantina
1918 _ Nacque il suo primogenito KENEI
Nello stesso anno inizio' la sua opera di mettere in contatto diversi Maestri con le loro tecniche, fondando cosi' un club chiamato KARATE KEN KYU CAI
Qui i maestri potevano scambiarsi tecniche ed opinioni per un piu' profondo sviluppo delle arti-marziali 1921 _ Visito' per la prima volta la Famiglia Imperiale davanti alla quale fece una dimostrazione di karate
1924 _ Smise di esercitare in polizia e divenne insegnante di karate della Okinawa Marine School, della Shihan Gakko (universita'di formazione per insegnanti) e della Junsa Kyo Shusho (Accademia di-polizia)
I suoi incarichi successivi lo condussero in tutte le isole dei Giappone, cosi' pote' formarsi a tutte le arti marziali proprie di Okinawa
Dopo l'Era Meiji ci furono diversi Maestri impegnati nello sviluppo del karate, ma ognuno di loro conosceva un solo kata
Per esempio il Maestro MOTOBU CHOKI sapeva solo NAIFANCHIN, il Maestro FUNAKOSHI che non conosceva le tecniche di SHURITE mando' suo figlio YOSHITAKA da Mabuni Kenwa per impararle e, tra gli altri; conobbe anche i 5 PINAN
Questi kata furono creati dal Maestro ITOSU e vennero basati sui KOSOKUN
1925 _ Incontro' la nuova Famiglia Imperiale, fece un'altra dimostrazione e apri', dietro consiglio di un amico, una palestra che riuniva tutti gli stili di karate
Per la realizzazione di questo progetto gli venne offerto un finanziamento
La palestra venne chiamata OKINAWA KARATE KEN KYU CLUB e gli insegnanti erano: Mabuni Kenwa, Miyagi Chojun, Kiyoda Juhatsu, Motobu Choki, Hanashiro Chomo, Oshiro Chojo, Chibana Choshin e Go Kenei; naturalmente i capi insegnanti erano Mabuni Kenwa e Miyagi Chojun
1926 _ Ebbe luogo l'inaugurazione del Dojo dipartimentale delle cinture nere di Judo, dove fu invitato il Maestro KANO JIGORO per assistere alla dimostrazione tenuta dai Maestri Mabuni e Miyagi
Rimase estremamente colpito dalla loro Arte e li elogio' dicendo: "Voi dovete diffondere in tutto il Giappone questa Arte Marziale ideale fatta di attacchi e di difese libere"
1929 _ Mabuni Kenwa si trasferi' da Okinawa ad Osaka
1930 _ Il suo stile di karate venne denominato " MABUNI RYU "
1934 _ Scrisse due libri intitolati "Goshinjutsu Karate Kenpo" e "Karate Kenpo Seipaino Kenkyu", inoltre fondo' una palestra chiamata YOSHUKAN ed il suo stile di karate cambio' nome divenendo SHITO RYU
1939 _ Ricevette dall'associazione Giapponese DAINIHON BUTOKUKAI il diploma che lo qualifico' ufficialmente come MAESTRO di Karate
Da quel momento lo stile Shito Ryu si diffuse in tutto il Giappone e, nello stesso anno, venne fondato il "DAINIHON KARATE DO KAI" che si proponeva di formare istruttori
1952 _ Mori' il 23 Maggio

Hidetaka Nishiyama - Cintura nera 10° Dan

Maestro di Karate Tradizionale, istruttore internazionale, pioniere nella promozione e diffusione del Karate Tradizionale e presidente dell'organizzazione della Federazione Internazionale Karate Tradizionale (ITKF)
Nato a Tokio nel 1928, Hidetaka Nishiyama iniziò gli allenamenti di karate nel 1944 sotto la guida del M° Gichin Funakoshi
Un anno dopo mentre cominciava L'università di Takushoku, diventava un membro della squadra universitaria di karate, per la quale nel 1949 fu nominato capitano
Egli è stato un cofondatore della federazione collegiale di karate del Giappone e fu eletto come primo presidente
il M° Nishiyama ricevette la laurea in economia all'università di Takushoku nel1951
Quello stesso anno fondò, assieme ad altri maestri, l'Associazione Giapponese di Karate (JKA) e fu eletto nel direttivo
Nel 1952 fu selezionato come membro nello staff di istruttori delle arti marziali di combattimento per il programma di allenamento del comando aereo strategico (SAC)
Il personale del SAC praticò allenamenti di Judo, Aikido e Karate al Kodokan
Gli altri istruttori di karate inclusi in questo programma, sotto la direzione del M° Gichin Funakoshi, erano i maestri Masatoshi Nakayama e Isao Obata
Nel1953 il SAC invitò il M° Nishiyama in una missione di Budo composta da dieci membri
La squadra visitò le basi SAC negli Stati Uniti per tre mesi, dando insegnamenti di Karate, Judo e Aikido
KARATE: L'ARTE DI COMBATTIMENTO A MANO VUOTA, di cui è coautore il M° Nishiyama, fu pubblicato nel 1960
E' ancora oggi considerato il testo definitivo sull'argomento
Nella sua settantesima ristampa (2000 copie Iper ristampa), può essere considerato il più venduto libro di karate nella storia
Nel luglio 1961, gli studenti di karate del SAC e di membri della JKA residenti negli Stati Uniti invitarono il M° Nishiyama a visitare L'America
In quell'anno egli organizzò la Faderazione Americana di Karate (AAKF), un'organizzazione nazionale di amatori
Nel novembre dello stesso anno, Il Maestro organizzò, sotto il controllo dell'AAKF i primi campionati nazionali di karate a Los Angeles,in California, dove stabilì anche il suo dojo
Da quel momento il M° Nishiyama è stato la più grande forza di propagazione dello stile Shotokan nel karate sia negli Stati Uniti sia all'estero
Nel 1965, Il M° Nishiyama organizzò un comitato con la collaborazione dei maggiori stili di karate giapponesi, che portò al primo torneo di karate "Goodwill" tra Stati Uniti e Giappone
A causa della partecipazione della squadra collegiale di karate giapponese, questo evento diventò la prima vera gara internazionale di karate
Nel 1968 organizzò il primo torneo mondiale di karate ad invito, tenutosi allo "Sports Arena" di Los Angeles in contemporanea col torneo olimpico commemorativo ospitato dalla Federazione Messicana di Karate a Città del Messico
Durante il torneo si tenne una conferenza che culminò con l'accordo di costituire un'organizzazione internazionale di karate e di tenere il primo campionato mondiale a Tokio
Nel 1970, durante la riorganizzazione dall'AAKF come corpo governativo del Karate Tradizionale, il gruppo della JKA si separò e diede vita alla JKA-US, una parte dell'AAKF Il M° Nishiyama continuò ad essere il presidente del JKA-US e anche dell'AAKF, Nell'aprile dello stesso anno, la AAKF divenne membro del comitato olimpico degli Stati Uniti
Nel 1973 il Maestro co-fondò l'Unione di Karate Panamericana (PAKU) e fu eletto come primo direttore esecutivo
Il primo campionato PAKU si tennea Rio de Janeiro, in Brasile
Basandosi sull'accordo del1968 di Città del Messico, i tornei si tennero a Tokio (1970) e a Parigi (1973)
Questi campionati mondiali furono causa di disaccordo per l'insufficiente organizzazione interna
Un incontro internazionale tenutosi in seguito a New York, portò alla formazione della Federazione Internazionale Amatori di Karate (IAKF), con il M° Nishiyama come direttore esecutivo
I primi campionati mondiali IAKF si tennero a Los Angeles nel 1975
Il M° Nishiyama supervisionò la formazione del comitato dei campionati di karate del Mediterraneo e della federazione boliviana nel1976
Inoltre in quell'anno , agendo nell'interesse della IAKF, cercò il riconoscimento da parte del comitato olimpico
Nel 1977 contribuì alla formazione della Confederazione di Karate americano/caraibica e della Federazione Amatori dell'Asia e dell'Oceania
Nel 1979, in accordo con la legge degli Stati Uniti che regola gli organismi sportivi, la Federazione Americana di Karate diventò la Federazione Americana Amatori di Karate, una corporazione senza fini di lucro
Il M° Nishiyama fu eletto come presidente
Nel 1981 supportò anche la formazione della Confederazione Sudamericana di Karate e della Confederazione Nordamericana di Karate
Nel 1985 la IAKF cambiò il proprio nome in Federazione Internazionale di Karate Tradizionale (ITKF), poiché la parola "Karate" era diventata un termine generico applicato ad una varietà di sport da combattimento fondamentalmente differenti dal karate originale come arte marziale
L'ITKF, sotto la direzione del M° Nishiyama, voleva mettere in chiaro che era il corpo governativo del Karate Tradizionale
Nel 1987, l'IOC confermò ufficialmente che l'ITKF era il corpo governativo del Karate Tradizionale, che oggi conta settantadue nazioni associate
Ogni due anni, sotto la direzione del M° Nishiyama, vengono organizzati sia un campionato mondiale di Karate Tradizionale, sia un campionato continentale di Karate Tradizionale
L'obiettivo principale del M° Nishiyama è quello di creare un forte gruppo di istruttori in modo da trasmettere il karate di alto livello alle generazioni future
Con questo intento ha costituito l'annuale campo estivo internazionale di San Diego, in California, dove gli allievi, gli istruttori e gli arbitri arrivano da tutto il mondo per migliorare il loro karate sotto la guida di maestri di livello mondiale
Oltre a tutto ciò, per tre mesi l'anno, il M° Nishiyama tiene seminari intorno al mondo includendo il sud America, l'Europa e molte nazioni nell'est Europa, con crescenti programmi di karate
La reputazione del M° Nishiyama si è espansa non solo per la sua esperienza, superiorità tecnica e per il suo insegnamento, ma anche per la continua ricerca di nuovi metodi di insegnamento Il M° Nishiyama continua ad insegnare ogni giorno al "Central Dojo" a Los Angeles ed ha un fitto calendario di appuntamenti per seminari e corsi negli Stati Uniti e all'estero
Sta anche producendo nuovi testi e manuali, insiema a videocassette per l'apprendimento del Karate Tradizionale
Recentemente, per onorare il suo contributo, il senato degli Stati Uniti ha issato la bandiera a suo nome nella capitale, Washington D
C
, in occasione del suo compleanno
Non solo il governo degli Stati Uniti ha evidenziato i benefici del karate, ma, come risultato del lavoro del M° Nishiyama, anche in altre nazioni, ora vedono il Karate Tradizionale con molto rispetto e cercano di incoraggiare la sua diffusione nei rispettivi paesi

Taiji Kase - Cintura nera 10° Dan

Nato il 9 febbraio 1929 a Chiba (Giappone) è morto a Parigi il 24 novembre 2004
La sua storia: ha iniziato la pratica dello Judo all'età di sei anni; diventato poi uno dei migliori combattenti per la sua abilità, velocità di esecuzione e potenza delle tecniche; queste qualità sono rimaste e l' hanno accompagnato per tutta la vita, ben visibili a chi l' ha conosciuto
Ha poi iniziato la pratica del karate all'età di quindici anni presso la scuola Shotokan di Tokio, è stato allievo diretto sia di Gichin Funakoshi che di suo figlio Yoshitaka
E' stato uno dei più qualificati istruttori della Japan Karate Association, arrivò in Europa nel 1965 e da allora, dopo pochi anni trascorsi in Olanda ed in Belgio, è sempre vissuto a Parigi, subito si è fatto apprezzare per le sue straordinarie qualità tecniche ed umane
Allora la Francia era ai vertici del Karate europeo e il M° Kase fu subito chiamato dal presidente Jacques Delcourt ad allenare la squadra Francese, incarico che lasciò dopo poco per una precisa scelta di vita: l'insegnamento del Karate Shotokan secondo i più puri precetti del suo fondatore, scevro da condizionamenti politico-sportivi, lontano da politiche Federali è rimasto "puro" per tutta la vita
L'amore per il karate, a cui ha dedicato l' esistenza, l' ha portato a essere da tutti considerato un mito ed è rimasto l'espressione più alta del Karate Tradizionale
Il suo ineccepibile comportamento e la profonda umanità, unite a una tecnica meravigliosa ed una capacità di insegnare a tutti con amore e competenza hanno fanno di lui un punto di riferimento per quanti amano il karate al di sopra delle sigle

Hiroshi Shirai - Cintura nera 9° Dan

Hiroshi Shirai è, molto probabilmente, il Maestro giapponese che maggiormente ha contribuito a sviluppare il karate nel nostro paese
Nasce il 31 luglio 1937 a Nagasaki (Giappone)
Durante la permanenza all'università Komazawa di Tokyo (dove si laurea in geologia) si allena nel karate e consegue il titolo di istruttore della Japan Karate Association
Poco dopo frequenta il corso di Maestro di Karate (Shihan) e ne esce abilitato come C
N
5° dan, per le funzioni di arbitro, esaminatore e istruttore
Nel 1962 conquista a Tokyo il titolo di campione del Giappone, confermato nel 1963 a Kyushu
Nel 1965, dopo aver viaggiato in Africa e in America, decide di vivere ed insegnare il Karate, secondo lo stile Shotokan, in Italia
Le dimostrazioni di questo Maestro sono "spettacoli" e gli spettatori rimangono incantati dalla forza che è sprigionata nei suoi Kata e la determinazione che traspare dai suoi occhi è stata spesso definita eccezionale
Per il suo particolare modo di muoversi è soprannominato "La Tigre"
Attualmente è 9° Dan

Takeshi Naito - Cintura nera 8° Dan

Nasce il 17/10/1948
1964 - Inizia la pratica del karate
1968 - diventa 1° Dan
1970 - Campione nazionale universitario
Dal 1973 al 1976 - Si è sempre qualificato nei primi posti nei campionati giapponesi
1975 - Ha conseguito la qualifica di istruttore e di arbitro internazionale
1977 - Ha conseguito la qualifica di maestro
1996 - Diventa 8° Dan
Ottimo esecutore nel kumite come nel kata, il M° Naito è membro della Commissione Tecnica Nazionale FIKTA
In Italia dal 1977 il M° Takeshi Naito insegna al Fujiyama Milano, una delle più prestigiose società italiane
Oggi il M° Naito è da anni il vice del M° Hiroshi Shirai nei molti stage e nelle innumerevoli manifestazioni che lo vedono protagonista in tutta Italia

Yukata Toyama

Il Maestro Y
Toyama, nasce a Tokyo, il 30 gennaio del 1938
Nel 1956 inizia gli studi alla facoltà di legge della NIHON University
Nello stesso anno studia il Karate Do Wado Ryu come allievo del Maestro fondatore dello stile, Hironori Otsuka
Nei seguenti quattro anni, partecipa ai campionati di Karate a squadre, fra le università di tutto il Giappone
Nel 1960 si laurea in Giurisprudenza alla facoltà di legge della NIHON University
Dedica i seguenti cinque anni allo studio del Karate Do Wado Ryu, allievo del Maestro fondatore dello stile, Hironori Otsuka
Nel 1965 il Maestro Otsuka gli conferisce il diploma di 5° Dan nel Karate Do Wado Ryu
Nello stesso anno è invitato ufficialmente in Germania dalla Federazione Tedesca, in qualità di Maestro nel Karate Do Wado Ryu
Nel 1966 -'67 allena ufficialmente la Nazionale Tedesca di Karate Do Wado Ryu
Nel 1968 incomincia ad insegnare il Karate Do Wado Ryu in Italia
Nel 1969 rappresenta ufficialmente in Italia la Federazione Wado Ryu Karate Do Giapponese
Nel 1973 allena ufficialmente la Nazionale Italiana di Karate Do Wado Ryu
Nel 1974 il Maestro Otsuka gli conferisce il diploma di 6° Dan nel Karate Do Wado Ryu
Nel 1979 viene nominato ufficialmente Tecnico della Federazione Wadokai Europea
Nel 1980 fonda la Wadokai Italiana
Nel 1981 il Maestro Otsuka gli conferisce il diploma di 7° Dan nel Karate Do Wado Ryu
Nel 1982 viene nominato consigliere della Federazione Wado Ryu Karate Do Giapponese
Nel 1983 viene nominato consigliere tecnico della Federazione Wadokai Ungherese
Nel 1986 rientra in Giappone
Ora il Maestro Y
Toyama risiede in Giappone
Il Maestro Y
Toyama ha avuto l'incredibile opportunità ed onore di essere stato per venticinque anni un allievo diretto del fondatore del Karate Do Wado Ryu, Hironori Otsuka, questo gli ha permesso di apprendere dalla fonte primigenia sia lo stile sia il significato del Karate Do Wado Ryu




- LA STORIA DEL KARATE WADO RYU


Il Wadò-ryù è uno stile giapponese di karate fondato nel 1934 dal Gran Maestro Hironori Otsuka.
Il suo nome significa "Scuola della Via della Pace" o "Scuola della Via dell'Armonia".
Al contrario della maggior parte degli stili di karate, che sono stati sviluppati ad Okinawa, il Wado Ryu è il primo stile di karate ad essere originario del Giappone.

Il nome "Wado Ryu" deriva:

Ten, Chi, Jin, no Ri-Do ni Wa suru.

Il Kanji "Ten" significa e raffigura il cielo, il paradiso e l'aria;
il Kanji "Chi" significa e raffigura la terra e il terreno;
il Kanji "Jin" significa e raffigura l'uomo, l'umanità e gli esseri umani;
i Kanji "Ri-Do" significano e raffigurano il motivo e la verità;
il Kanji "Wa" significa e raffigura la somma di tutto, della pace e dell'armonia.

Queste definizioni sono le definizioni letterali dei kanji, ma all'interno di essi sono impliciti molti altri concetti e simboli, che ci seguono e toccano la nostra vita: il mondo intero, la luce del sole, la pioggia, il raccolto dei campi e il desiderio d'amore.

La frase "Ten Chi Jin no Ri-Do ni Wa suru", unisce assieme tutti questi simboli e questi concetti a "Ten" il cielo, "Chi" la terra e "Jin" l'uomo, rappresentati come tre cerchi compresi a loro volta da un cerchio più grande denominato "Ri-Do".

"Ri-Do" può essere usato in combinazione con qualsiasi dei tre principi di base e se questa combinazione è eseguita naturalmente con "Wa" (armonia) si crea e si rappresenta con il cerchi più grande che racchiude tutti gli altri cerchi.

Pur trovando le sue origini nel Te di Okinawa, il Wado Ryu è uno stile in qualche modo a sé stante.
La sua caratteristica principale è la fusione operata dal M. Otsuka tra lo Shindo Yoshin Ryu Jujitsu e il Rykyu Kenpo To-Te-Jitsu.
Le posizioni sono molto alte, naturali, morbide e la distanza di combattimento è medio-corta.
Lo stile pone particolare attenzione alla mobilità, alla velocità e soprattutto alla fluidità delle tecniche con un uso sapiente del Taisabaki.

Il M° H.Otsuka stesso insegnò che il proprio movimento è la manifestazione del proprio spirito.
Caratteristica portante è inoltre l'ampio bagaglio di Jujitsu con lo studio approfondito di proiezioni (nage-waza), leve articolari (kansetsu waza), immobilizzazioni e strangolamenti (shime waza) che si accompagnano all'uso degli atemi waza (tecniche di percussione) derivati dal karate il cui scopo è quello di causare un trauma anatomico in zone sensibili del corpo umano per neutralizzare l'avversario nel modo più rapido possibile (con colpi alle articolazioni, al femore, all'inguine, alle ginocchia, alle fluttuanti, al fegato, alla gola, alle orecchie ecc.).

Al classico schema "attacco - parata - contrattacco" il maestro sostituì quello più efficace di "attacco-contrattacco" rifiutando dunque un contrasto cruento ma prediligendo, al contrario, l'evasione (Nagashi) e la schivata.
Nei Kihon Kumite, infatti, che si possono definire la "summa" degli insegnamenti del maestro Otsuka, ritroviamo un concetto dinamico particolarissimo caratterizzato da: "schivata - contrattacco - proiezione(o sbilanciamento)" in un unico gesto tecnico.
Osserviamo in ciò il principio di flessibilità (Ju) tipico del Jujitsu con l'adozione del principio di circolarità dell'Aikido. In tutto questo assume particolare importanza la rotazione delle anche.

Tutte le tecniche Wado, in sostanza, richiamano all'essenzialità della difesa secondo il principio "sei ryoku zen' yo" (massimo risultato con il minimo sforzo).
Fondamentale importanza assume nello studio degli atemi il controllo della respirazione e della muscolatura mediante la contrazione soltanto al momento dell'impatto per tornare immediatamente alla decontrazione muscolare.

Il Karate Wado-Ryu è molto veloce, è uno stile fluido ed enfatizza i movimenti del corpo in "evasione".
Il termine "evasione", caratterizza i movimenti che eliminano tutti gli attacchi portati con la forza bruta.
La tecnica "nagashi-zuki" è un ottimo esempio di questo concetto. Le tecniche sono leggere e veloci.
Il praticante si difende utilizzando uscite molto veloci alle quali fanno seguito attacchi altrettanto veloci e potenti.

Il M° Otsuka ha fissato i nove kata della sua scuola.
Sono i cinque kata Pinan, più Naifanchi, Kushanku, Seishan e Chinto.
Nove kata per una scuola, sembra ben poco rispetto allo Shito-Ryu, che ne conta circa una cinquantina.
Ma per il M° Otsuka il numero dei kata non aveva alcun valore.


La filosofia del Wado Ryu

" Quando pratichi il Wado-ryu come arte marziale, non significa solo impegnarti; ma anche impegnare te stesso ad un certo modo di vivere; che include allenamento agli ostacoli della vita e trovare la via per un'esistenza ricca di significati per tutto il tempo che ti è concesso su questa terra. Attraverso questo modo di vivere potrai raggiungere il Wa e vivere la pienezza della vita. Bisogna trovare il Wa attraverso l'allenamento, una volta entrato nel Wa, tu troverai molte altre vie per crescere e migliorare il tuo modo di vivere.Ti aiuterà a migliorare in tutti i settori della tua vita. "

(Hironori Otsuka)



Il Wado Ryu oggi

In realtà gli stili di Wado Ryu proposti sia da Wado Academy che da Wado Kai sono differenti anche se hanno lo stesso substrato.
La Wado Academy privilegia tecniche di Ju Jitsu con molte proiezioni e leve, il Wado ryu proposto dalla Wado Kay invece privilegia gli Atemi (colpi) assieme a tutto il repertorio tipico di questo stile.
Si tratta dunque di punti di vista differenti ugualmente efficaci.



La storia del M° Hironori Otsuka

Hironori Otsuka nacque il 1° giugno del 1892 nella prefettura di Ibaraki nella città di Shimodate nella famiglia di Tokujiro e Sato.
Il suo vero nome era Kou.
Il nome Hironori fu usato solo nelle arti marziali.


A sinistra: la sorella più anziana Turu, il M° Otsuka e suo padre Tokujiro


Il padre Tokujiro era medico pediatra, praticava in un'ospedale della città di Shimodate ed era molto valido.
Questo probabilmente era dovuto al fatto che si era laureato medico presso l'università di Jikei che era l'ateneo migliore ai tempi.
Di conseguenza la famiglia Otsuka era particolarmente benestante.
Nonostante ciò il M° Otsuka scelse una vita indipendente che lo portò a sacrificare molti dei suoi averi, portandolo però (con notevoli sacrifici) a far crescere il Karate Wado Ryu a quella grandezza di cui gode ancora oggi nel mondo.

Nel 1897 Otsuka entra nel dojo di Choujiro Ebashi ed inizia ad imparare il Jujitsu.
Choujiro Ebashi era suo zio da parte di madre, ed era un Maestro di arti marziali del clan feudale di Tuchiura.

Nel 1905 inizia gli studi nella scuola di Shimotsuma nella prefettura di Ibaragi.
Nello stesso periodo frequenta il dojo del M° Tatsusaburo Nakayama che era anche suo maestro di scuola a Shimotsuma e impara da lui lo "Shinto Yoshin Ryu Jujutsu".
L'essenza di quest'arte è da visualizzarsi nella grazia dei movimenti all'interno del rispetto della natura che ci circonda; lo "Shinto Yoshin Ryu Jujutsu" venne creato dal M° Yoshitoki Akiyama dopo l'osservazione dei rami degli alberi che si piegavano senza rompersi sotto il peso della neve.
Quest'arte impressionò il giovane Otsuka che apprezzò da subito la naturalezza e la flessibilità dei movimenti (che ritroviamo nel Karate Wado Ryu).

Nel 1910 entra all'università di Waseda, dove si specializzerà in commercio.

Attorno al 1914, frequentò vari dojo di Jujutsu e partecipò a varie competizioni del Tenjinshinyo Ryu e del Kito Ryu e altre.
In questo periodo strinse una forte amicizia con il M° Morirei Ueshiba fondatore dell'Aikido nel 1917.

Nel 1912 alla morte di suo padre Tokujiro, lasciò l'università di Waseda per entrare nella Kawasaki Bank, come da richiesta di sua madre Sato.

Il 1° giugno del 1921 al suo trentesimo compleanno, il M°Tatsusaburo Nakayama gli conferì la licenza di "massima competenza" nello Shinto Yoshin Ryu Jujitsu, e gli concedette l'accesso alla quarta generazione di Maestri come Capo Scuola dello Shinto Yoshin Ryu.

Nel luglio del 1922, iniziò l'apprendimento del Ryu kyu Karate Jutsu con la guida del M° Gichin Funakoshi che lo invitò nel suo dojo: il Meishojuko Dojo.

Nel 1925, a seguito della morte di sua madre, lascia definitivamente il lavoro come impiegato di banca e si dedica esclusivamente alle arti marziali, diventa l'assistente principale del M° Funakoshi.

Successivamente a questo periodo, a causa delle insormontabili divergenze d'opinione riguardo alla metodologia d'insegnamento del karate (il M° Funakoshi prediligeva unicamente l'addestramento attraverso i kata, mentre il M° Otsuka prediligeva l'addestramento con avversari attraverso i kumite).

Nel 1929 partecipò alla fondazione della federazione di arti marziali "Nihon-Old" attraverso il suo stile di karate: il Wado Ryu Karate Jutsu.

Nel 1934 fonda il suo dojo: il "Dai Nihon Karate Do Shinko" nella zona di Kanda a Tokyo.

Nel maggio del 1938, gli viene conferito il grado di "Renshi Gou" dal Dai Nihon Butokukai.
Nello stesso anno partecipa al "festival dei vecchi stili" organizzato al Butokuden di Kyoto dal Butokukai.
In quel tempo registra ufficialmente il suo stile con il nome di: Shinsu Wado Ryu Karate Jutsu.

Questo fu il primo stile di karate ufficialmente riconosciuto in Giappone.


I Maestri del Butokukai

Nel 1939, cambio il nome del suo stile da "Shinsu Wado Ryu Karate Jutsu" a "Wado Ryu", nome che è stato tramandato fino ai giorni nostri.

Nel 1944, fu nominato dal Dai Nippon Butokukai: Shuseki Shihan ovverossia "Gran Maestro".

Nel 1949, partecipò alla fondazione della IMAF: International Martial Art Federation.

Nel 1952, fonda il dojo principale della sua scuola a Tsukiji a Tokio, il 1° di giugno inaugura un torneo dimostrativo per festeggiare il 20° anno dalla fondazione del Wado Ryu Karate Jutsu.
Partecipa quindi alla fondazione della Japan Karate Do Association.

Nel 1966, il governo giapponese lo onora conferendogli il quinto ordine di merito donandogli il "cordone del sole nascente", per il contributo dato alla diffusione del karate.

Nel 1969, diventa vice presidente della Japan Karate Do Federation.

Il 9 ottobre del 1972, riceve dalle mani dello zio dell'Imperatore il massimo grado delle arti marziali: il grado di "Meijin".

Nel 1982, il Maestro muore lasciando tutto il suo sapere al figlio Jiro ed ai suoi migliori allievi.


APPROFONDIMENTI

- Storia del Wado Ryu

Approfondimenti

La storia del "Wado" iniziò ufficialmente nel maggio del 1934, quando Hironori Ohtsuka registrò il suo stile di Karate, che chiamò "Wado Ryu" (Scuola della Via della Pace).
Tuttavia, le origini sono state sviluppate dallo studio continuo di Ohtsuka su tutte le Arti Marziali, formulando le tecniche del "Wado" come combinazione tra le innovazioni da lui apportate e i movimenti naturali trovati nei preesistenti stili.

Il Maestro Hironori Ohtsuka nacque nella città di Shimodate, nella prefettura di Ibaragi, ad un centinaio di miglia da Tokyo, in Giappone il 1° giugno 1892.
Alla nascita venne chiamato Kuo, il nome Hironori è un nome d'arte legato alla pratica marziale che egli adottò in uno stadio seguente della sua vita.
Fu il primogenito maschio ma secondo di quattro figli del Dott.Tokujiro Ohtsuka, un dottore in Medicina, e della moglie Sato, discendente da una famiglia di samurai.
Il caso volle che lo stesso anno della sua nascita fu istituita la Dai Nippon Butoku Kai (federazione di tutte le arti marziali giapponesi).

Kuo (Hironori) era un bambino di costituzione gracile e di salute cagionevole, pertanto fu deciso che la pratica delle arti marziali l'avrebbe aiutato ad irrobustirsi.

All'inizio pensarono che il kendo sarebbe stato la disciplina dalla quale, il giovincello, avrebbe ricevuto beneficio (era più una sua idea che non quella della sua famiglia), ma sua madre temeva per il benessere del suo primogenito maschio, contestò la proposta, preoccupandosi del fatto che i costanti colpi in testa avrebbero danneggiato il suo cervello.

E' molto probabile che il giovane Hironori non avesse avuto difficoltà ad accettare l'idea che la pratica delle arti marziali avrebbe portato benefici alla sua salute poiché fin dalla più tenera età aveva ascoltato le entusiasmanti storie delle gesta dei samurai raccontate dallo zio di sua madre, Chojiro Ebashi, che era un insegnante di arti marziali nel clan di Tochiura.

Infatti, nonostante alcuni autori sostengano che fu il padre ad avviarlo ai primi rudimenti dello jujitsu, fu lo stesso prozio che nell'aprile del 1897, quando Hironori aveva solo cinque anni, che per primo lo istruì formalmente nell'arte del Koryu (antica scuola) di jujitsu, una disciplina che egli avrebbe studiato esclusivamente ed appassionatamente nei seguenti venticinque anni.

Non è chiaro quale stile il prozio insegnasse ma in definitiva diede al giovincello i primi accurati rudimenti di tecniche tradizionali.
Il 1° aprile 1897 Ohtsuka cominciò a frequentare la scuola, dove dall'aprile del 1898 studiò Shindo Yoshin Ryu Jujitsu, sotto la guida del Maestro Shinzaburo Nakayama, il terzo Grande Maestro di questo stile di Jujitsu.
L'essenza di quest'arte pone l'accento sulla natura e sulla grazia del movimento.
Ohtsuka fu ispirato originalmente dal Maestro Yoshitoki Akiyama, dopo avere osservato come l'albero di salice carico di neve prodotta dagli elementi della natura, mantiene ancora la sua versatilità e la flessibilità a forze esterne, senza danno.
Lo studio del movimento impresse nel giovane Ohtsuka l'importanza delle movenze naturali fluide e queste lezioni giocano una parte fondamentale nel Karate "Wado" di oggi. Nelle tecniche di difesa e attacco, l'uso del corpo dell'avversario, il peso e il movimento giocano un ruolo ugualmente significativo nello sconfiggere il proprio nemico, quanto i propri movimenti del corpo. Nel 1905, all'età di tredici anni, Sensei Ohtsuka entrò nella scuola media di Shimozuma, dove studiò lo Shinto Yoshin Ryu ju jitsu, con trentacinque altri giovani allievi, sotto la direzione del caposcuola Sensei Tatsusaburo Nakayama (1870-1933), il quale per venti anni fu istruttore di kendo e jujitsu in quella scuola.

A quel tempo non era insolito per un istruttore di kendo praticare lo jujitsu in modo da ottenere un diploma di medicina tradizionale ortopedica.
Il Sensei Nakayama ottenne il suo diploma dopo la pratica dello Shinto Yoshin Ryu, ma in origine era uno studente di scherma dello Jikishin Kage Ryu.
La branca di jujitsu che venne insegnata al giovane Hironori dal Sensei Nakayama metteva una forte enfasi sugli atemi, che comprendevano colpi ai punti vitali sia di piedi che di mani.

Furono queste tecniche particolari che lo predisposero, con una certa facilità, ad assimilare ed inglobare il karate di Okinawa nel suo allenamento alle arti marziali.

Mentre gran parte delle scuole di ju jitsu erano specializzate nelle proiezioni e nelle tecniche a terra, è stata avanzata l'ipotesi che le principali branche dello Yoshin Ryu jujitsu si specializzarono nel colpire i punti deboli del corpo umano perché i due fondatori storici di questa scuola erano medici, esperti nell'arte tradizionale della medicina cinese e giapponese.

Nell'estate del 1910, quando aveva diciotto anni, il Sensei Ohtsuka entrò all'Università di Waseda, una delle migliori del Giappone, per studiare in una facoltà simile all'odierna "economia e commercio". Durante la specializzazione universitaria, cominciò ad allenarsi nelle principali scuole di ju jitsu della capitale, a quel tempo numerose, con l'intento di migliorare la sua abilità e la sua capacità tecnica. Continuò questo tipo di esperienza per quattro anni finché non iniziò ad intuire che tutte le tecniche di jujitsu erano le stesse, a prescindere dallo stile, erano ripetitive ed avevano, fondamentalmente, la stessa matrice. Pertanto smise di andare nelle altre scuole ed iniziò ad allenarsi nella propria. Sono state formulate varie ipotesi su quali scuole visitò durante questi quattro anni itineranti. Egli disse che aveva studiato sia il Tenshinshinyo Ryu jujitsu che il Kito Ryu jujitsu. Nel libro "Wad Ryu Karate"il M°Ohtsuka riporta che nell'estate del 1911 continuò la pratica dello jujitsu con speciale enfasi sul Toshin Kempo.

Nella primavera del 1911 continua lo studio del ju jitsu, con speciale interesse per il Toshin-kempo.

Dopo la morte del padre nel 1912, durante il terzo anno di Università, sua madre lo convinse a ritirarsi e ad andare a lavorare alla Banca Kawasaki, di proprietà del prozio, perché era preoccupata per l'infatuazione di Sensei Ohtsuka verso le arti marziali.

Fin dal 1913 Sensei Ohtsuka iniziò lo studio di tecniche tradizionali di riduzione osteo-articolari (Seikotsu) oltre che di Kappo, metodi tradizionali di rianimazione, estensione del Kuatsu.
Ohtsuka studiò anche forme diverse di Jujitsu, sperimentando vari stili come lo Yoshin Ko Ryu Jujitsu sotto l'insegnamento di Kanaya Motoo (1919 - 1921) in accordo con il Dott. Fujiwara e concentrandosi sulle loro "qualità positive".
Durante il periodo trascorso all'Università poté esaminare le tecniche di varie Arti Marziali.
Sviluppò e migliorò alcune tecniche delle arti esistenti, combinandole con altre tecniche "innovative".
Mentre studiava Jujitsu, Ohtsuka imparò l'individuazione di una grande quantità di "punti vitali" del corpo, sia per gli attacchi sia per scopi di guarigione, studiando anche l'arte della"disposizione delle ossa" (Seikotsu).
Nel 1917 s'impiegò nella Banca di Kawasaki e durante l'anno incontrò il Maestro Morihei Ueshiba, il fondatore dell'Aikido, e questo segnò l'inizio di una profonda ed influente amicizia.
Qualcuno sostiene che quest'amicizia influenzò Ohtsuka al punto da fargli assimilare i principi spirituali dell'Aikido dell'unione del Ki che poi svilupperà nella creazione e nella pratica del suo stile personale, il Wado Ryu.

Mentre stava ancora lavorando in banca nel maggio del 1919, dopo due anni di studi, Sensei Ohtsuka riceve il diploma di arte medica tradizionale che consisteva in "tecniche di riduzione osteo-articolari" (il già citato Seikotsu), una sorta di pratica ortopedica che riuniva metodi di cura e riabilitazione (oggigiorno ravvisabili con elementi di chiropratica, fisioterapia e osteopatia).
Nella visione del Budo giapponese, la conoscenza di elementi di medicina tradizionale era l'altra faccia della stessa medaglia.
Infatti questa pratica colmava una lacuna etica, se da un lato si era in grado di lesionare il corpo umano, dall'altro era necessario conoscere i metodi per porre rimedio ai danni causati.
Dopo aver finito la scuola ortopedica, incontrò Ryotaro Kanai che era un medico ortopedico che era preoccupato per i traumi nel judo/jujitsu e che chiese al Sensei Ohtsuka di creare un gruppo d'istruttori di judo/jujitsu per studiare quello che si conosceva sulle lesioni ortopediche.
Il Sensei Ohtsuka fu vice presidente di quest'organizzazione che tuttora esiste.
Egli mantenne la carica solamente per un anno perché la sua scuola medica cresceva troppo rapidamente.

Le tecniche di rianimazione sono tuttora praticate in alcuni circoli di judo Kodokan.
Tre tecniche di queste che fanno parte del curriculum del Kodokan sono: Sasoi Katsu, Eri Katsu e So Katsu ognuno dei quali comprende metodi per indurre la respirazione tramite un massaggio diretto dell'addome e del diaframma.
Le conoscenze e l'abilità del Sensei Ohtsuka in questa materia fu tale che quando Sensei Funakoshi nel 1935, pubblicò la prima edizione della sua opera magistrale, "Karate do Kyohan", è stato detto che, la sezione su i punti vitali del corpo, con le relative figure, e l'effetto degli attacchi a questi punti, sono stati forniti dallo stesso Ohtsuka a Funakoshi.
Infatti, questo tipo di carte e di diagrammi erano molto comuni nel Koryu giapponese, ma al di fuori del "Bubishi" (la cosiddetta bibbia del karate di Okinawa), non sembra fossero prerogativa delle arti marziali di Okinawa.
In questo periodo Sensei Ohtsuka decise che voleva diventare un artista marziale a tempo pieno ma sua madre si oppose a tale proposito.
A prescindere dal rispetto per sua madre, posticipò questo progetto.
Il 1° giugno del 1921 Sensei Ohtsuka celebrò il suo ventinovesimo anno ottenendo l'agognato menkyo-kaiden (riconoscimento di successione) dallo stesso Sensei Tasaburo Nakayama, che lo designava come successore, maestro dello stile Shinto Yoshin Ryu, legittimato da un diploma di "massimo profitto" nello stile di jujitsu.
Egli subentrava come la quarta generazione dello Shinto Yoshin Ryu, in altre parole, caposcuola e 4° patriarca dello stile.
Con il Festival degli Sports a Tokyo nel 1922, continuò la sua attrazione per tutte le Arti Marziali.
Per la prima volta Ohtsuka incontrò il Karate.
Il Maestro Gichin Funakoshi (il fondatore dello Shotokan Ryu Karate 1868 - 1957) fu invitato dal Dipartimento dell'Istruzione Giapponese a dimostrare il suo stile di Karate di Okinawa (Tode).
Il Maestro Kano, un rinomato Istruttore di Arti Marziali, accettò che lo spirito a seguito del Karate fosse lo stesso delle Arti Marziali Giapponesi: ciò sarebbe servito a promuovere il suo messaggio e lo stile.
Ohtsuka fu entusiasmato dallo sviluppo di questa recente Arte Marziale e visitò il Maestro Funakoshi in numerose occasioni durante il suo soggiorno, discutendo le tecniche ed altri aspetti del Karate.
Il Maestro Funakoshi prolungò la sua visita su invito del Dipartimento dell'Istruzione Giapponese.
Ohtsuka decise di far visita allo stesso Sensei Funakoshi.
Il Sensei Ohtsuka approdò al karate dopo diciassette anni di pratica intensiva dello jujitsu, pensando di trovarvi degli elementi complementari per la propria evoluzione nello jujitsu.
Funakoshi rimase "impressionato" dall'entusiasmo e dalla determinazione di Ohtsuka nel volere capire il Karate ed accettò di insegnargli tutto quello che conosceva riguardo al Karate stesso.
In circa un anno Ohtsuka studiò tutti i Kata che Funakoshi aveva portato da Okinawa (sembra 15), benché avesse trovato certe tecniche e certi movimenti difficoltosi da perfezionare e da comprendere.
Il Sensei Funakoshi, notando la sua abilità specialmente negli atemi, chiese al Sensei Ohtsuka se già avesse praticato il karate, ciò dipendeva dal fatto che lo Shinto Yoshin Ryu già includeva, atemi waza di braccia e di gambe.
Comunque il Sensei Funakoshi accettò di istruire il Sensei Ohtsuka su tutto ciò che sapeva del karate justu.

Le lezioni cominciarono quello stesso giorno.
Da quel momento il Sensei Ohtsuka praticò Karate ogni sera alla Meisei Juku diventando lo studente anziano (sempai) del Sensei Funakoshi.

Il 24 aprile 1924 Sensei Funakoshi diplomò il secondo gruppo di graduati a cintura nera 1°Dan che furono, Kasuya, Akiba, Shimizu, Hirose e Sensei Hironori Ohtsuka.
Queste furono in senso assoluto le prime cinture nere mai presentate nel karate moderno, il cerimoniale prevedeva la consegna del diploma con una striscia di stoffa nera.
In questo periodo, intorno al 1924, il Sensei Ohtsuka aprì anche un'attività come tecnico ortopedico simile ad una piccola clinica ortopedica chiamata Nagurado a Suehirocho, Kanda Tokyo, che tenne aperto fino al 1938.
Nella clinica Nagurado non ebbe molti pazienti perché passava la maggior parte del tempo ad insegnare karate ma, durante la guerra, fu particolarmente attivo per la riabilitazione dei reduci feriti.

Nel 1925 la madre di Ohtsuka morì ed egli attraversò un periodo d'indecisione circa la sua carriera.
Dopo tre anni di profonda riflessione filosofica, lasciò la Banca di Kawasaki e diede origine ad una pratica di "bone setting" (letteralmente "disposizione delle ossa"), simile ad un piccolo ospedale.

La sua prodezza nelle Arti Marziali l'aveva condotto ad essere l'Istruttore Capo di Shindo Yoshin Ryu Jujitsu e l'assistente istruttore del dojo del Maestro Funakoshi.

Nel 1926 il problema di carattere economico con il risentimento nei confronti delle innovazioni tecniche di Sensei Ohtsuka avevano reso la sua posizione precaria all'interno del gruppo di praticanti del Dojo del Maestro Funakoshi.
Negli anni 1928 e 1929 studiò Karate anche con Mabuni Kenwa (il fondatore dello Shito Ryu Karate 1889 - 1952), che proveniva da Okinawa e soggiornò a Tokyo in quel periodo, e con Motobu Choki (1870 - 1944), proveniente anch'egli da Okinawa (specialmente il Naifanchi Kata del Wado Ryu.) Intorno al 1928 il Sensei Ohtsuka s'ingrandì aprendo una serie di club di karate in varie università di Tokyo.
Aprì scuole alle università Rykkyo, Nihon, alla Tokyo Dental College oltre che alla Todai.
Nel 1929 il Sensei Ohtsuka aveva codificato la maggior parte dei movimenti delle tecniche base del Wado-Ryu Karate e fu registrato come membro della "Nippon Kobudo Shinko Kai"( federazione delle arti marziali del Giappone).
Sensei Ohtsuka, iniziò a studiare un sistema di combattimento libero adatto a degli incontri agonistici, gettando le basi per le odierne gare di kumite.
Il 24 febbraio del 1934 nacque il secondogenito Jiro poi Hironori II.
Nel maggio del 1934 il Wado-Ryu Karate Sensei Ohtsuka inaugurò ufficialmente il proprio ed unico stile di karate.

Nell'autunno del 1934 fonda la sua prima organizzazione di karate la "Dai Nippon Karate Do Shinko Club" (Club per la promozione del karate in tutto il Giappone).
Questa è generalmente considerata l'origine della Wadokai, tanto che, durante la Wado World Cup di Tokyo, nell'agosto del 1999, si parlò di sessantacinquesimo anniversario della Wadokai.
Tale riconoscimento significò un punto di partenza per Ohtsuka e l'avverarsi dell'ambizione di tutta la sua vita: dedicarsi alle Arti Marziali a tempo pieno.
Il Wadokai si affermò nella All-Japan Karate League, con sedi nelle università, prefetture, uffici governativi, copagnie e luoghi olte oceano (Europa e Stati Uniti).
La sede del club rimase fino al 1938 nella città di Kanda a Tokyo, poi si trasferì nel dojo del Sensei Gihachiro Kubo dello Yagyu Shinkage Ryu.
In questo periodo il Sensei Ohtsuka studiò la scherma con la katana con il Sensei Kubo.

Nel 1935 il Karate ricevette una promozione, sulla raccomandazione del Maestro Kano, per essere accettato come Arte Marziale dalla Federazione Giapponese delle Arti Marziali ma, inizialmente, solo come un'estensione del Judo.
Su raccomandazione del Sensei Kano la Federazione "Dai Nippon Butoku Kai"accettò il karate jutsu come arte marziale ma solo come estensione del Judo (cioè come disciplina associata ma non indipendente).
Nel 1938 la "Dai Nippon Butoku Kai"assegnò al Sensei Ohtsuka il titolo di "Renshi - Go"(maestro di terzo grado), un alto grado di istruttore.
Nel maggio del 1938 il Sensei Ohtsuka fece la dimostrazione al "Dai Nippon Kobudo Tai Kai "(Festival delle antiche arti marziali di tutto il Giappone) ed il suo stile fu registrato come "Shin Shu Wado Ryu karate jutsu".
Dopo aver ricevuto la consulenza del Sensei Gihachiro Kubo, caposcuola 9° dan della Yagyu Shinkage Ryu di kenjutsu, Sensei Ohtsuka decise di eliminare il termine "Shinshu" perché come "wa" poteva anche significare "Giappone" e perciò ci sarebbe stata una ripetizione.
In questo periodo il Sensei Ohtsuka chiuse il suo ospedale diventò artista marziale a tempo pieno insegnando il karate Wado-Ryu com'era la sua ambizione fin dal 1919.

Nello stesso fu organizzato il Dai Nippon Karate Shinbu Kai (Dai = grande, Nippon = Giappone, Shinbu = promuovere Bu, kai = associazione): l'istruttore principale era Ohtsuka Hironori, il presidente Eriguchi Eiichi.
Nello stesso anno la "Dai Nippon Butoku Kai"assegnò al Sensei Ohtsuka il titolo di "Renshi - Go" (maestro di terzo grado).
Nel marzo del 1939 la "Dai Nippon Butoku Kai" chiese a tutti gli stili di karate di registrare il nome del fondatore e quello ufficiale dello stile o della scuola. Ohtsuka Sensei registrò il nome "Wado Ryu".
Il 5 maggio del 1940 ci fu una dimostrazione di tutti gli stili di karate al Butoko Den di Kyoto.
Gli stili rappresentati furono il Wado Ryu, lo Shotokan Ryu, il Goju Ryu, lo Shito Ryu, il Keishi Kempo, il Nippon Kempo Ryu ed altri.
Ohtsuka stava diventando una figura ricercata nel Mondo delle Arti Marziali e nel 1942 fu insignito del titolo di "Kyoshi - go" (maestro di secondo grado).
Durante quell'anno un futuro Grande Maestro, Tatsuo Suzuki, cominciò l'addestramento al Karate Wado - Ryu.
Nel 1943 Ohtsuka II iniziò i suoi propositi nel campo delle Arti Marziali, frequentando Kendo sotto la severa istruzione di un ufficiale dell'esercito chiamato Maestro Miyata.
Nel 1944 la "Dai Nippon Butoku Kai" chiese al Sensei Ohtsuka di diventare il Capo Istruttore del Karate in Giappone.
La stessa organizzazione lo nominò "Shuseki Shihan" ovverosia "Gran Maestro".
Dopo la fine della seconda guerra mondiale, 1945, gli americani ordinarono lo scioglimento della "Dai Nippon Butoku Kai" e la pratica delle arti marziali fu proibita per lungo tempo.
Poiché gli ufficiali dell'amministrazione militare U.S.A. non conoscevano l'allenamento di karate, Ohtsuka continuò ad allenarsi ed a insegnare in segreto e come molti altri istruttori di karate, fu in grado di farlo sotto il naso delle autorità dichiarando di proporre lezioni di boxe.

Il Sensei Hironori Ohtsuka e il figlio, Sensei Jiro (ora Hironori II), furono invitati alla base per una dimostrazione.
Questa dimostrazione fu particolarmente gradita perché non c'era cibo in Giappone e riuscirono mangiare ma, non fu permesso loro di portare il cibo fuori dalla base americana.
Nel 1947 Teruo Kono cominciò l'addestramento al Karate, ma non iniziò con Ohtsuka fino al 1951 e nel 1955 si svolsero i primi campionati di Karate Wado - Ryu di tutto il Giappone.

Nel 1948 il gruppo del Wado diede origine allo Zen Nippon Karate Renmei (ZNKR - Federazione Karate di tutto il Giappone) e contemporaneamente lo Shotokan diede origine alla Japan Karate Association (Associazione Giapponese Karate - JKA); ciascuna organizzazione lavorava indipendentemente.

Nel 1949 Sensei Ohtsuka partecipò alla fondazione della I.M.A.F. : International Martial Art Federation.

Nel 1951 fu firmato il trattato di pace tra il Giappone e l'America.
La pratica delle arti marziali fu ripristinata e lo spirito del Budo tornò libero.
Questo evento fu celebrato con la prima dimostrazione di arti marziali dopo il divieto.
Nel 1952 Sensei Ohtsuka fonda il principale dojo della sua scuola a Tsukiji a Tokio, il 1° giugno inaugura un torneo dimostrativo per festeggiare il 20° anno della fondazione del Wado Ryu Karate jutsu.
Partecipa quindi alla fondazione della Japan Karate Do Association.
Nel 1955 si svolge il primo Campionato Nazionale Giapponese di Wado Ryu, organizzato da Sensei Ohtsuka.
In quest'anno venne pubblicato il libro "Karatejutsu no Kenkyu" (studio dell'arte del karate) che era basato sul testo del "Karatejutsu Oboe Gai" (Memorandum dell'arte del karate, 1949 della Tokyo University Karate Club).
Il libro presenta nove kata Wadoryu (questo a sua volta diventerà la base per "Karate-do vol.1" scritto da Ohtsuka nel 1970.
Il libro che fu tradotto in inglese da Shingo Ishida, tale traduzione venne pubblicata per la prima volta nel 1977.
Nel 1957 si svolge il primo Campionato Universitario Giapponese di karate.
Nel 1958 Primo Campionato di karate degli studenti universitari dell'area di Tokyo a Kanto.
Fino agli anni '60 le Arti Marziali e specialmente il Wado - Ryu Karate rimasero sulle piccole isole del Giappone: tale stile era difficilmente riconosciuto fuori dell'Est.
Questo fatto stava però per cambiare.

Il Maestro Hironori Ohtsuka come primi allievi ebbe il Maestro Mochizuchi, il Maestro Kono, il Maestro Suzuki, il Maestro Yamashita ed il Maestro Toyama (nella foto), ad essi poiché erano i migliori ed erano in grado di insegnare sapientemente, affidò nel 1963 il compito di trasmettere e divulgare in Europa il Wado-Ryu.

Le impressioni che lasciarono in America ed Europa erano tremendamente entusiasmanti ed il Karate Wado - Ryu diventò conosciuto e riconosciuto a livello mondiale per i suoi veri meriti.

Nel 1964 prese vita l'Official All Style Zen Nippon Karatedo Renmei (FAJKO); il Wadokai assumeva il nome di FAJKO Wadokai, oggi JKF - Wadokai (Japan Karate Federation Wadokai), poiché la Wadokai ha una cooperazione con la JKF, la federazione ufficiale in Giappone.
Nel 1965 Sensei Tatuo Suzuki, Sensei Yutaka Toyama, Sensei Atsuo Yamashita e Sensei Masafumi Shiomitsu iniziarono ad insegnare il karate Wado-Ryu in Europa.

Il 29 aprile del 1966 Sensei Ohtsuka fu insignito del rango di "Kun Go To"e decorato con la medaglia "Soko KyoKujitsu Sho" (Quinto ordine di merito, "il cordone del sol levante"), paragonabile a O.B.E. ( ufficiale dell'ordine dell'impero britannico), dall'Imperatore Hirohito per la sua dedizione alla divulgazione e all'insegnamento del karate.
Nel 1969 si svolge il primo campionato della "All Japan Karate Do".
In questo periodo, Sensei Ohtsuka, diventa vicepresidente della Japan Karate do Association.
Nel 1970 fu istituita la World Union of Karate Do Organisation (W.U.K.O.).

Il primo campionato del mondo W.U.K.O. si svolse al Budokan di Tokyo.

Nello stesso anno viene pubblicato "Karate-do vol.1" scritto da Ohtsuka.
Libro che fu tradotto in inglese da Shingo Ishida, tale traduzione venne pubblicata per la prima volta nel 1977, dove egli presenta nove kata del wado ryu (i cinque Pinan, Naifanchi, Seishan, Kushanku e Chinto).
Dai primi anni '70 il Karate era diventato veramente stabile ovunque nel mondo.
Ohtsuka continuò ad addestrare ed istruire in Giappone, mentre una squadra di Maestri giapponesi molto qualificati proseguì a predicare e spargere la dottrina del Karate Wado - Ryu in ogni parte del mondo.
Il 9 ottobre 1972 Higashi Kuni No Miya (un membro della famiglia reale, cugino dell'imperatore), Presidente della "Kokusai Budo Renmei" (I.M.A.F.- International Martial Art Federation) assegnò al Sensei Ohtsuka il titolo di "Shodai Karate-do Meijin Ju-dan" (Il primo eccellente esponente di arti marziali nel karate - 10° dan).
Il titolo più grande possibile nella pratica delle arti marziali.
Egli fu il primo uomo nella storia a ricevere un così grande onore, infatti, questa fu la prima volta che questo titolo venne assegnato a qualcuno e nessun altro fu preso altrettanto in considerazione fin dopo la sua morte.

Per i suoi servigi alle arti marziali e per onorare questa nuova posizione quale più alta autorità di karate del Giappone, fu insignito anche della medaglia "Shiju Hoosho" dal governo giapponese.
In questo caso è stato l'unico nella storia del karate a ricevere una così alta onorificenza.
Nel 1980 il Maestro Ohtsuka cominciò a pensare al ritiro dalla guida del Wado Karate e volle che suo figlio gli succedesse come Grande Maestro.
Tuttavia altri Karateka Wado di alto livello non erano d'accordo e desideravano la scelta di un altro leader.
La scelta del nuovo leader non trovò l'approvazione da parte di alcuni allievi anziani e pertanto ci fu uno scisma e venne fondata la Wadokai.
Il 20 novembre 1981 ci fu l'abdicazione ufficiale di Sensei Ohtsuka padre al figlio Jiro.
Nel 1981 un gruppo con a capo Ohtsuka Jiro si staccò dalla JKF-Wadokai e venne fondata la Wadoryu Renmei, un'associazione privata che ha come fine lo studio del Wado Ryu tradizionale.
Nel dicembre 1981 si tenne il campionato per il 90° compleanno di Sensei Ohtsuka.
Il 29 gennaio 1982 "Saiko Shihan Hironori Ohtsuka" morì all'età di 90 anni.
Hironori Ohtsuka non smise mai di praticare il "Budo". La sua vita intera fu "Budo".

Il Sensei Ohtsuka era anche un padre di famiglia.
Con sua moglie Toki ebbe quattro figli, due maschi e due femmine.

Il figlio più giovane Jiro, succeduto nella carica del padre, alla sua morte ha assunto il nome di Ohtsuka Hironori II.
Nel 1989 si è verificata una nuova divisione dal Wadoryu Renmei.
Il Maestro Tatsuo Suzuki, residente a Londra, uno degli allievi più anziani, si è diviso dalla Wadoryu Renmei ed ha fondato il suo gruppo privato, la Wado-International Karate -Do Federation (WIKF).
Sempre nel 1989 Ohtsuka Hironori II ha costituito l'International Wado Academy.